La Procura di Paola, con il procuratore Pierpaolo Bruni, ha disposto il sequestro del depuratore comunale di Fuscaldo a seguito di un’operazione congiunta che ha visto il coinvolgimento della Capitaneria di Porto, dei carabinieri di Fuscaldo e della polizia giudiziaria.
L’intervento è scattato dopo i controlli effettuati dalla Regione Calabria su 16 impianti, da cui è emersa la grave situazione di Fuscaldo, l’unico a presentare criticità così evidenti.
I valori registrati allo scarico dell’impianto hanno superato i limiti consentiti in maniera drammatica: in un caso, dove la soglia massima è fissata a 5mila, sono stati rilevati valori fino a 65mila. Una delle violazioni più gravi accertate è stata la scoperta di un foro nella conduttura che permetteva lo scarico diretto di liquami non depurati nel torrente Maddalena, e di conseguenza in mare.
Denunciate carenze strutturali e odori nauseabondi
L’inquinamento non è l’unico problema riscontrato. L’operazione ha evidenziato una serie di carenze tecniche che rendevano l’impianto praticamente inefficiente. Il depuratore era privo di un sistema di grigliatura, fondamentale per bloccare i detriti solidi, e anche il processo di disoleatura, che serve a separare oli e altre sostanze galleggianti, risultava inefficiente.
Queste carenze confermano le denunce dei residenti nelle vicinanze del torrente Maddalena, i quali da mesi lamentavano un odore “persistente e nauseabondo”.
Le indagini hanno dunque dato piena ragione alle preoccupazioni dei cittadini, che ora trovano una risposta concreta nelle azioni della magistratura. La Procura ha nominato un custode giudiziario per garantire il funzionamento minimo dell’impianto durante il periodo di sequestro, al fine di contenere i disagi per la popolazione.
La Procura di Paola in prima linea per la tutela ambientale
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia della Procura di Paola per contrastare i reati ambientali e tutelare la salute pubblica. Il procuratore ribadisce la necessità di monitoraggi costanti e azioni tempestive in situazioni di potenziale pericolo. Le indagini sono ancora in corso e non si esclude che possano essere contestati ulteriori reati o che vengano coinvolti altri soggetti.



