La Calabria continua a bruciare e il fuoco non è solo nei boschi, ma anche nel dibattito politico.
A fronte di un aumento del 67% della superficie colpita dagli incendi rispetto al luglio 2024, il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale lancia un duro affondo contro il presidente dimissionario Roberto Occhiuto, accusandolo di aver abbandonato la regione in piena emergenza.
La denuncia: “Droni scomparsi e gara d’appalto bloccata”
Secondo i consiglieri del PD, il tanto sbandierato progetto per la sorveglianza aerea tramite droni – annunciato da Occhiuto come una rivoluzione nella lotta agli incendi – non ha mai visto la luce. La gara d’appalto, del valore di diversi milioni di euro, sarebbe ferma, mentre la control room regionale sarebbe inattiva o comunque priva del personale necessario a coordinare gli interventi.
“Il territorio è senza difese”, affermano i dem, parlando di “una Regione ferma” mentre le fiamme divorano ettari di boschi e campagne.
“Una fuga elettorale”, l’accusa dopo le dimissioni
Il PD contesta anche la recente decisione del presidente Occhiuto di dimettersi dalla guida della Regione Calabria, definendola “una fuga” motivata da calcoli elettorali. “Non si assume responsabilità, ma scappa”, si legge nella nota, che elenca tra i fallimenti della giunta di centrodestra anche la sanità, il Pnrr e i trasporti.
“Il centrodestra considera la Calabria periferia dell’Impero”
Nel mirino dei consiglieri d’opposizione anche il governo nazionale, accusato di trascurare il Sud e di trattare la Calabria come “una periferia dell’Impero”. Secondo i dem, la giunta Occhiuto avrebbe governato solo a colpi di slogan e propaganda, lasciando in eredità “macerie” invece di risultati concreti.
“L’unica fortuna è che a breve i calabresi potranno mandare a casa questa destra arrogante e incapace”, conclude la nota, invitando i cittadini a voltare pagina alle prossime elezioni regionali.



