Una donna non vedente si è vista negare l’accesso a un taxi a Pescara, con il suo cane guida, nonostante la legge italiana preveda espressamente che i cani guida siano ammessi a bordo di qualsiasi mezzo pubblico, compresi i taxi.
L’incidente è accaduto recentemente alla stazione ferroviaria della città abruzzese, quando la donna, arrivata da Bologna, ha cercato un taxi per raggiungere la vicina Montesilvano, famosa per la sua zona alberghiera.
Quando si è avvicinata a un mezzo, però, le è stato vietato di salire insieme al suo cane guida.
L’intervento della Polfer e la denuncia alla Polizia Municipale
Il rifiuto del tassista ha costretto la donna a rivolgersi alla Polizia Ferroviaria, che, pur cercando di mediare con l’autista, non è riuscita a risolvere il problema. Gli agenti hanno solo potuto assistere la donna, accompagnandola con un altro mezzo e segnalando l’accaduto alla Polizia Municipale, che ha competenza su questo tipo di violazioni.
È molto probabile che al tassista venga elevata una multa, ma la vicenda ha sollevato un ampio dibattito su discriminazione e inclusione sociale.
La legge a sostegno delle persone non vedenti
Secondo le normative italiane, le persone non vedenti hanno il diritto di viaggiare con il loro cane guida su tutti i mezzi di trasporto pubblici, senza alcuna discriminazione. Il rifiuto subito dalla donna a Pescara rappresenta una chiara violazione dei diritti civili e solleva preoccupazioni sul rispetto delle leggi relative alla disabilità e all’accessibilità.
Un atto di discriminazione
Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine determinate, ha commentato l’incidente come un atto di discriminazione che va oltre una semplice incomprensione. “Questo episodio è sconcertante – ha dichiarato Ferrante – perché dimostra quanto l’inclusione sociale sia ancora lontana dalla realtà. Le persone con disabilità devono essere messe nelle condizioni di muoversi liberamente, senza doversi confrontare con pregiudizi o ostacoli”.



