È ufficialmente partita la fase operativa del progetto archeologico che punta a riportare alla luce i resti dell’antica Castelmonardo, centro medievale abbandonato in seguito al terremoto del 1783.
Un passo importante per il recupero della memoria storica della comunità di Filadelfia e dell’intera area del Vibonese.
Presenza massiccia di appassionati e studiosi
L’annuncio è arrivato durante la partecipata visita guidata organizzata domenica 3 agosto sul sito archeologico. L’iniziativa, promossa dall’Istituzione comunale Castelmonardo e dal Comune di Filadelfia, ha richiamato numerosi appassionati e studiosi, aprendo ufficialmente le porte alla prima campagna di scavi.
Durante l’incontro sono stati presentati gli obiettivi della ricerca, che rientra nel progetto Med2Mod, un programma accademico dedicato allo studio della transizione tra Medioevo ed Età Moderna. A fare gli onori di casa la sindaca Anna Bartucca e il presidente dell’istituzione Giuseppe Serraino, affiancati dai referenti scientifici dell’Università di Siena, il professore Carlo Citter e la dottoressa Assunta Campi.
Il coinvolgimento attivo di scuole e cittadinanza
Secondo quanto illustrato, l’attività di scavo riguarderà l’area della rocca, con l’obiettivo di ricostruire le dinamiche insediative del sito nel corso dei secoli, fino al suo completo abbandono dopo il devastante sisma del XVIII secolo. Ma non solo archeologia. Il progetto punta anche al coinvolgimento attivo della cittadinanza, a partire dalle scuole del territorio, per promuovere una consapevolezza diffusa del valore del patrimonio storico locale.
“Stiamo restituendo valore a un luogo dimenticato”, ha commentato la sindaca Bartucca. “Grazie al lavoro congiunto con l’Università di Siena e con il supporto della Soprintendenza Archeologica, della Provincia di Vibo Valentia e dell’Istituzione Castelmonardo, questo sito può tornare a vivere e a raccontare la sua storia”.
La giornata ha visto anche la partecipazione del Gruppo Archeologico di Rombiolo, con la sindaca Caterina Contartese a esprimere soddisfazione per un progetto che apre a future collaborazioni in rete tra i territori.



