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Estorsione per un debito di droga: da 30mila a 80mila euro, le chiedono perfino la casa

Un debito per droga da 30mila euro, in pochi mesi trasformato in una pretesa da 80mila. Non solo minacce, telefonate continue e citofonate sotto casa, ma addirittura l’invito esplicito a vendere l’abitazione per saldare il conto.

È questa l’agghiacciante ricostruzione della Squadra Mobile di Napoli, che ha portato all’arresto di quattro persone accusate, a vario titolo, di tentata estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.

La denuncia della vittima

A spezzare il silenzio è stata la stessa donna vittima delle richieste estorsive, che ha trovato il coraggio di rivolgersi alla Polizia di Stato raccontando tutto: le richieste continue, le intimidazioni, la pressione psicologica per farle cedere l’unico bene rimasto, la casa.

Il debito iniziale, contratto con il proprio fornitore di droga, si è trasformato rapidamente in una strategia criminale per mettere le mani su un immobile di valore.

Gli arresti in Calabria

Due dei quattro soggetti coinvolti sono stati arrestati in vacanza a Schiavonea, frazione balneare di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza. A bloccarli, su input della DDA partenopea, sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Cosenza, in collaborazione con i colleghi di Napoli.

Un’operazione che ha chiuso il cerchio su una vicenda inquietante e che mostra quanto il narcotraffico sia sempre più spesso legato a dinamiche estorsive aggressive e sistematiche.

Un obiettivo chiaro: la casa

Secondo gli inquirenti, la strategia era lucida e mirata: far lievitare artificialmente il debito per esercitare un controllo totale sulla vittima e arrivare a espropriarla del proprio patrimonio immobiliare.

Un copione già visto nelle cronache criminali legate allo spaccio organizzato, ma che in questo caso assume contorni particolarmente inquietanti per la spietatezza del metodo e per la sistematicità delle minacce.

La risposta dello Stato

L’azione tempestiva della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e il coordinamento con le forze dell’ordine calabresi rappresentano una risposta decisa contro queste nuove forme di estorsione drogata, dove le dipendenze diventano strumento di ricatto e le case l’obiettivo finale di una criminalità sempre più interessata a beni concreti più che a contanti.