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Vertice Trump-Putin il 15 in Alaska, i leader europei: “La pace non può essere decisa senza l’Ucraina”

I leader europei si sono espressi con una dichiarazione congiunta che sottolinea la loro posizione in vista dell’incontro tra i presidenti Trump e Putin.

La premier italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier polacco Donald Tusk, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno firmato un testo che ribadisce i punti cardine della loro politica estera.

“Negoziati significativi possono aver luogo solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità. Il percorso verso la pace non può essere deciso senza l’Ucraina” si legge nel documento. La dichiarazione è stata sottoscritta anche dal premier britannico Keir Starmer, a testimonianza di un fronte europeo e alleato unito.

La linea di contatto e il ruolo della diplomazia

I leader hanno voluto porre un punto fermo riguardo ai confini internazionali, ribadendo un principio fondamentale. “Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. L’attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati” hanno spiegato. Questo posizionamento serve a definire una base comune per qualsiasi futura trattativa, escludendo a priori il riconoscimento di annessioni territoriali forzate.

Il summit che ha portato alla stesura del documento si è tenuto in Gran Bretagna e ha visto la partecipazione di alti funzionari dell’Unione Europea e dell’Ucraina, oltre al vicepresidente americano J.D. Vance.

Sostegno a Trump e la “coalizione dei volenterosi”

I leader europei accolgono con favore l’impegno espresso da Donald Trump per porre fine alla guerra. “Accogliamo con favore l’impegno del presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra della Russia, raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature per l’Ucraina” hanno dichiarato.

La dichiarazione si conclude ribadendo la convinzione che l’unico approccio efficace sia quello che combina “diplomazia attiva, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”. I firmatari si dichiarano pronti a sostenere questo lavoro su più livelli: “diplomaticamente, militarmente e finanziariamente” e “anche attraverso il lavoro della coalizione dei volenterosi”. Questo passaggio sottolinea la volontà di mantenere un ruolo attivo e coordinato a livello internazionale per la risoluzione del conflitto.