L’Associazione culturale antimafia “La Tazzina della Legalità” esprime sdegno per la decisione del Governo di destinare 43 milioni di euro, residui del Fondo di solidarietà per le vittime di mafia, usura e orfani di femminicidio, alla sicurezza delle Olimpiadi invernali Milano–Cortina 2026.
La misura è stata inserita nel Decreto Sport approvato il 24 luglio scorso.
“Una scelta inaccettabile”
Il Fondo, istituito nel 2018, garantisce 12 milioni di euro l’anno per servizi essenziali come assistenza medico-psicologica, borse di studio e rimborso di spese sanitarie a favore di orfani di crimini domestici, oltre al sostegno a vittime di racket, usura e mafia.
“Quel fondo non è un avanzo di cassa qualsiasi – sottolinea l’associazione – ma una conquista frutto di battaglie civili e parlamentari. Sottrarre queste risorse significa colpire famiglie già segnate da drammi irreparabili per finanziare alloggi e attrezzature delle forze dell’ordine in occasione di un evento sportivo”.
“Un messaggio devastante a chi denuncia”
L’associazione denuncia che il Governo “tenta di minimizzare” parlando di “residui” e di “interventi urgenti”: “Tradire le vittime e i collaboratori di giustizia in questo modo significa lanciare un messaggio devastante: state zitti, denunciare vi costa caro, perché vi lasceremo soli. È uno schiaffo alla dignità e alla speranza di chi ha fatto della legalità una missione di vita”.
Le accuse alla Commissione Antimafia
Nel comunicato, La Tazzina della Legalità denuncia gravi criticità nella gestione della Commissione parlamentare Antimafia.
L’associazione contesta innanzitutto la rimozione di due magistrati di rilievo per presunti conflitti di interesse, una scelta che – a suo avviso – ha indebolito la credibilità dell’organismo. A questo si aggiunge la nomina, ritenuta inopportuna, di una consulente figlia di un testimone di giustizia, la quale avrebbe accesso ad atti secretati e delicati, configurando così un “palese conflitto di interessi”.
Non meno grave, secondo l’associazione, il contatto con un testimone sotto protezione avvenuto attraverso una linea telefonica non sicura, un comportamento che avrebbe potuto compromettere seriamente la sua incolumità.
Richiesta di dimissioni e appello al Capo dello Stato
L’associazione chiede le dimissioni della presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, ritenendo compromessi “integrità, indipendenza e attenzione alla sicurezza di chi collabora con la giustizia”.
“La guida dell’Antimafia – sottolinea la Tazzina – richiede rigore assoluto: valori che, alla luce di quanto accaduto, sono stati gravemente compromessi”. L’associazione annuncia inoltre che investirà il Presidente della Repubblica per chiedere un intervento “morale e istituzionale” contro quella che definisce “una scelta scellerata”.
“Nessuna Olimpiade sul dolore delle vittime”
Il comunicato si chiude con un appello diretto: “Non esiste Olimpiade che possa camminare sul dolore delle vittime di mafia. Chiediamo al Governo di tornare immediatamente sui propri passi, ristabilire le priorità e restituire le risorse che spettano loro per legge e per giustizia”.



