Un’importante scoperta scientifica è stata annunciata da esperti di diverse associazioni ornitologiche: nella Sila Grande sono state accertate per la prima volta le nidificazioni dell’Aquila reale (Aquila chrysaetos) e della Nitticora (Nycticorax nycticorax).
Si tratta di due specie d’interesse comunitario, incluse nell’allegato I della Direttiva Europea 2009/147/CE, che richiedono la designazione di Zone di Protezione Speciale (ZPS) per la loro conservazione.
Storicamente non esistevano documentazioni di riproduzione per queste specie nella Sila Grande, uno dei più vasti altipiani d’Europa. Tuttavia, le recenti ricerche condotte da esperti di ALTURA (Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti), del GLC Lipu Sila e della S.O.I. (Società Ornitologica Italiana) hanno confermato la presenza riproduttiva di entrambe.
La ritrovata Aquila reale della Sila
Sebbene alcune testimonianze storiche degli anni ’50 e ’60 parlassero di nidificazioni, non c’era mai stata una prova concreta. Le attività di ricerca, iniziate nel 2019, hanno portato all’individuazione di una coppia di Aquile reali che, nel 2025, ha nidificato con successo. La coppia, scoperta e monitorata a distanza per evitare disturbi, ha fatto involare un giovane. Questo avvistamento si aggiunge a un’altra nidificazione documentata nel 2024 dal CIPR, in collaborazione con il Parco Nazionale della Sila e le Forze dell’Ordine.
Fino a pochi anni fa, la riproduzione dell’Aquila reale in Calabria era nota solo nel Pollino e nell’Aspromonte. Le nuove scoperte in Sila, con almeno due coppie accertate, attestano un ritorno di grande valore conservazionistico per l’altopiano. I dettagli di questa prima documentazione sulla Sila Grande saranno presto pubblicati su una rivista scientifica specializzata.
La Nitticora: una nidificazione da record
Anche per la Nitticora, un airone di medie dimensioni, la situazione era simile: in Sila era stata osservata solo raramente durante i periodi migratori. Ora, per la prima volta, è stata documentata la sua nidificazione in un’area umida all’interno della ZPS Sila Grande.
La scoperta, con l’involo di un giovane, ha un ulteriore valore scientifico: rappresenta la nidificazione della specie alla quota più elevata mai registrata in Italia. Questa importante notizia sottolinea l’importanza di continuare a tutelare gli habitat e le specie presenti sull’altopiano calabrese.
L’impegno per la conservazione
Le attività di monitoraggio e sorveglianza sono state condotte congiuntamente da Salvatore Salerno, referente regionale di ALTURA, e da Gianluca Congi, vicepresidente della Società Ornitologica Italiana e coordinatore del GLC Lipu Sila. Queste associazioni, grazie anche a un protocollo d’intesa con l’Ente Parco Nazionale della Sila, svolgono da anni un ruolo fondamentale nel monitoraggio ornitologico e nella prevenzione di minacce come il bracconaggio. Le recenti scoperte evidenziano l’urgenza di proteggere concretamente questi habitat, sempre più esposti alle pressioni umane.
Per ulteriori informazioni, puoi consultare la pagina ufficiale del Gruppo Locale di Conservazione Lipu Sila.



