HomeAttualità"No Ponte Calabria": "Il ponte è...

“No Ponte Calabria”: “Il ponte è un imbroglio, propaganda e saccheggio”

Alla vigilia della trasmissione del dossier del Ponte sullo Stretto alla Corte dei Conti, l’associazione No Ponte Calabria denuncia con forza l’intera operazione come un’enorme manovra di propaganda e saccheggio.

Secondo l’associazione, l’invio del dossier alla Corte dei Conti, annunciato da Salvini come tappa decisiva, non è altro che un’ulteriore passerella mediatica, poiché l’organo di controllo non ha il potere di bocciare il progetto, ma solo di segnalare eventuali irregolarità.

Il comunicato sottolinea come il ponte, in realtà, esista solo “nei titoli dei giornali e nei sogni di qualche comitato d’affari.” Un esempio citato è la firma del contratto tra Stretto di Messina e il consorzio Eurolink, un’operazione che secondo No Ponte Calabria si basa su premesse fallaci. Il consorzio, infatti, avrebbe dovuto rinunciare al contenzioso legale con lo Stato prima di potersi ricostituire, ma il contenzioso è tuttora in corso.

Un’opera tecnicamente irrealizzabile

L’associazione ribadisce che il progetto del ponte è tecnicamente impossibile da realizzare. A sostenerlo sono anche gli stessi progettisti ed esperti che hanno guidato i comitati scientifici, come Remo Calzona, i quali hanno più volte evidenziato che i parametri sismici e ambientali della zona rendono l’opera irrealizzabile e che i materiali necessari non esistono. Nonostante ciò, il governo continua a spingere il progetto, arrivando persino a dichiarare il ponte “opera di emergenza” e “necessaria a fini bellici” per mantenerne viva la narrazione.

Nel frattempo, a Messina, è nata una nuova società per azioni composta da storiche famiglie dell’imprenditoria locale, presentata come pronta a fornire beni e servizi per la costruzione del ponte. No Ponte Calabria vede in questa mossa la dimostrazione che l’opera non è mai stata concepita per il futuro di Sicilia e Calabria, ma come una “gigantesca bolla speculativa” che serve a generare rendite e vantaggi per le solite “cricche politiche e costruttori.”

650 milioni di euro bruciati in cinquant’anni

Il comunicato denuncia che, in oltre cinquant’anni, sono già stati spesi 650 milioni di euro per mantenere in vita una società inutile, pagare stipendi d’oro e finanziare pubbliche relazioni, senza che sia stato realizzato un solo metro di infrastruttura. Un meccanismo, secondo l’associazione, che si ripete per altre grandi opere in tutta Italia, dove i fondi vengono “divorati da finanza e clientele” mentre servizi essenziali come scuole, ospedali e trasporti locali crollano.

No Ponte Calabria conclude il suo comunicato riaffermando con forza la propria opposizione al progetto. L’associazione promette di continuare a mobilitarsi e informare, sostenendo che il ponte “non si farà mai” e che le due regioni meritano “lavoro vero, servizi pubblici, giustizia sociale e ambientale.” Il loro motto resta chiaro: “Il ponte non è progresso, è saccheggio. No al ponte!”