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Caro caffè: si verso i 2 euro per una tazzina al bar. Ma a Catanzaro il prezzo si mantiene più basso

Il prezzo di una tazzina di caffè espresso in Italia è in costante aumento, e secondo un’analisi del Centro studi di Unimpresa, si prevede che entro la fine del 2025 il costo medio possa arrivare a circa 2 euro.

Si tratterebbe di un incremento superiore al 50% rispetto al 2020, quando il prezzo medio si attestava a 0,87 euro, salendo a 1,30 euro nel 2024 e mantenendosi intorno a 1,22 euro nel 2025.

Dietro a questa crescita ci sono diversi fattori, sia globali che nazionali. I cambiamenti climatici hanno ridotto i raccolti in paesi produttori chiave come Brasile e Vietnam. A ciò si aggiungono i crescenti costi energetici e logistici, l’inflazione e le nuove normative europee sulla sostenibilità ambientale. Tutti questi elementi hanno contribuito a un aumento del prezzo del caffè verde fino all’80% nel 2024, influenzando l’intera filiera.

Le differenze regionali e il caso della Calabria

L’aumento dei prezzi non è uniforme in tutto il Paese, mostrando una netta distinzione tra le aree settentrionali e quelle meridionali. Mentre in alcune province del Nord come Bolzano e Trento il costo per una tazzina di caffè ha già raggiunto punte di 1,43 euro, nel Sud i prezzi rimangono più contenuti.

In particolare, in città della Calabria come Catanzaro, il prezzo si mantiene più accessibile, attestandosi intorno a 0,99 euro. Questa differenza evidenzia come le dinamiche di mercato e le abitudini di consumo regionali influenzino il costo finale di un prodotto che rappresenta un rito quotidiano per milioni di italiani.

Il futuro del caffè e la sua importanza culturale

Nonostante l’incremento dei prezzi, il mercato del caffè in Italia continua a essere robusto, con consumi annuali che superano i 327 milioni di chili di caffè verde. Il valore complessivo del settore è di 5,2 miliardi di euro, con una previsione di superare i 6 miliardi entro il 2030. Particolarmente in crescita sono i segmenti più redditizi, come le capsule e le cialde, che oggi rappresentano oltre il 16% delle vendite nella grande distribuzione.

Il direttore generale di Unimpresa, Mariagrazia Lupo Albore, ha sottolineato l’importanza culturale del caffè, definendolo un “rito sociale e culturale che rischia di perdere la sua dimensione democratica se i prezzi dovessero diventare troppo elevati”. Le previsioni per il futuro restano incerte: se da un lato i prezzi potrebbero continuare a salire nel breve termine, dall’altro si ipotizza un possibile calo nel 2026, legato a fattori come l’andamento dei raccolti e un possibile allentamento delle normative ambientali.