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Lo scioglimento del Consiglio Regionale della Calabria: un conto salato per i consiglieri senza anzianità

Le dimissioni del governatore Roberto Occhiuto hanno innescato lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale della Calabria, una decisione che non ha solo ripercussioni politiche, ma anche economiche, in particolare per i consiglieri che non hanno completato l’intero mandato.

Il brusco stop all’attività legislativa li ha infatti tagliati fuori dalla pensione differita, un beneficio che, in passato, ha sollevato forti critiche e polemiche.

I requisiti per la pensione differita: la legge non perdona

La normativa regionale è chiara: per poter accedere alla pensione differita, è necessario aver svolto almeno cinque anni di mandato, anche non consecutivi. Chi non raggiunge questa soglia si trova di fronte a due opzioni:

  • Richiedere il rimborso dei contributi versati durante il mandato.
  • Continuare a versare i contributi volontariamente fino a raggiungere il quinquennio, pagando però una quota salata: il 33% dell’importo lordo annuo (€5.100), a fronte dell’8,30% che copre il contributo obbligatorio.

Questo privilegio della contribuzione volontaria automatica è un’esclusiva per i consiglieri, mentre i lavoratori del settore privato devono ottenere l’autorizzazione dell’INPS.

Il dettaglio dei sei mesi e un giorno: una piccola speranza per pochi

Esiste un’unica eccezione a questa regola: per il calcolo dei cinque anni, la legge considera un anno intero anche una frazione di sei mesi e un giorno. Questa “finestra tecnica” potrebbe salvare una manciata di consiglieri, permettendo loro di maturare il diritto alla pensione differita. Per la maggior parte, però, il traguardo rimane irraggiungibile.

L’indennità di fine mandato resta garantita

Tuttavia, anche chi non ha raggiunto il quinquennio non resta a mani vuote. A tutti i consiglieri è comunque garantita l’indennità di fine mandato, una sorta di “buona uscita” calcolata in dodicesimi dell’indennità annua di carica. L’importo massimo è fissato a dieci anni. Ad esempio, un consigliere con quattro anni di mandato riceverà un’indennità di €20.400 (4 x €5.100), indipendentemente dal diritto alla pensione.

I costi della politica e la rabbia dei cittadini

In vista della nuova campagna elettorale, la questione dei costi della politica si riaccende. In un momento in cui la Calabria deve fare i conti con la gestione delle risorse pubbliche, la vicenda dei privilegi mancati per alcuni consiglieri alimenta il dibattito su quanto la politica costi ai cittadini. L’assenza del “paracadute dorato” per chi non ha completato il percorso riaccende la discussione su un tema che, da anni, suscita polemiche e rabbia nella popolazione.