HomeAttualitàSpettacoloSimona Molinari, il viaggio in musica...

Simona Molinari, il viaggio in musica dell’altra metà del cielo

Di Pierfrancesco Greco

Un viaggio tutto al femminile nell’universo musicale, tra jazz e soul, pop e swing, tra la grande canzone d’autore più sentimentale e quella maggiormente impegnata, con sconfinamenti nella dimensione lirica, da cui è tratto il nome dello spettacolo proposto ieri sera da Simona Molinari a Cerisano: “La donna è mobile”; ed è proprio l’interpretazione personalissima dell’aria di Verdi, cantata nel Rigoletto dal tenore che veste i panni del licenzioso Duca di Mantova, a dare il La non solo alla 31ª Edizione del Festival delle Serre, ma soprattutto a un itinerario attraverso il tempo e lo spazio, nel secolo e nelle società del mondo. Un itinerario che l’avvolgente voce di Simona e il suo sconfinato talento fanno spaziare tra il racconto recitato e quello cantato … Un racconto che parla di donne e d’arte, dalla loro parte … Già, l’arte: espressione verbale femminile, che la cantautrice riesce a snocciolare in forma accattivante, passionale, originale, parlando e cantando d’esistenze e resistenze, di valori e dolori, di creazioni ed evasioni … Il groove e l’affiatamento della band, anch’essa tutta al femminile, accompagna i numeri, i virtuosismi, i movimenti e gli accenni di danza di Simona, la quale, bellissima nel suo lungo abito scarlatto, tiene in mano la scena, in maniera ancora più salda del calice di vino, pure esso rosso, poggiato su un tavolino accanto al leggio, che ella, tra le note e le parole, ogni tanto sorseggia. Lo spettacolo e la sua voce sono più inebrianti del nettare degli dei; i messaggi sono potenti: uguaglianza, pace, diritti. Un caloroso applauso, uno dei tanti che ieri sera si sono levati dalla stracolma platea del Cortile del Pozzo di Palazzo Sersale, accompagna il pensiero dedicato ai bambini palestinesi. È l’attualità declinata attraverso l’arte, con il linguaggio più universale che esista, e dalla prospettiva delle donne, nella multiformità della loro natura. “Una donna libera non è una donna leggera”, ricorda Simona quando la serata è in dirittura d’arrivo: è vero, la libertà non è una cosa leggera, nè, tanto meno, da prendere alla leggera. Le donne hanno sentito maggiormente il peso di questa verità, che perciò va narrata, anche per mezzo della musica, tramite la voce, in una serata di settembre che promette pioggia; ma la pioggia può attendere … Ancora ci sono da vivere altri momenti, con la voce e la musica, che scandiscono il più incerto e, forse per questo, esaltante dei percorsi da compiere, non solo nell’altra metà del cielo … Il concerto finisce e inizia a piovere, ma il percorso in questione, quello dell’esistenza, prosegue … Quell’esistenza vissuta con vigore e grazia da donne per nulla timorose di intraprendere, anche sotto la pioggia, il loro viaggio …