HomeCronacaFalsi certificati di malattia, arresti domiciliari...

Falsi certificati di malattia, arresti domiciliari per due medici della Locride. Indagate 144 persone

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare con arresti domiciliari nei confronti di due medici di base operanti nella Locride.

L’indagine, scattata dopo la denuncia di un cittadino, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 144 persone, accusate a vario titolo di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e truffa ai danni dello Stato. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Locri, su richiesta della Procura della Repubblica.

Un “contesto d’illiceità diffusa”

Le complesse indagini, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Locri anche con intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno disvelato uno “scenario allarmante”. Allo stato attuale del procedimento, i medici avrebbero proceduto “in maniera spregiudicata e disinvolta” al rilascio di numerosi certificati di malattia, principalmente in favore di braccianti agricoli, attestando periodi di infermità anche di lunga durata senza effettuare alcuna visita medica.

Le certificazioni sanitarie, rilasciate “in ciclostile” e in tempi estremamente rapidi, si basavano talvolta su semplici conversazioni tramite piattaforme di messaggistica, e il ritiro dei certificati veniva spesso delegato a terzi. È emerso che in alcuni casi la durata della malattia veniva addirittura decisa autonomamente dai pazienti stessi.

Emblematico è risultato un caso in cui un giovane bracciante agricolo ha ottenuto una certificazione per “sindrome ansioso depressiva” con una prognosi di 20 giorni, ritirata dalla madre, mentre il ragazzo era “serenamente a letto” dopo aver fatto “le ore piccole” la notte precedente. In alcune circostanze, a pazienti appartenenti allo stesso nucleo familiare è stata certificata la medesima diagnosi per lo stesso periodo di tempo.

Il danno economico e le tutele sociali violate

Le condotte illecite avrebbero consentito ai beneficiari di assentarsi indebitamente dal lavoro e di percepire illecitamente le relative indennità di malattia dall’INPS, per un importo complessivo di quasi 70 mila euro. La Guardia di Finanza precisa che i lavoratori stagionali del settore agricolo hanno diritto a tale indennità in proporzione al numero di giornate lavorate, con un massimo di 180 giorni all’anno per chi ha svolto almeno 51 giornate di lavoro.

L’operazione ha svelato un pericoloso “contesto d’illiceità diffusa” che sfrutta tutele assistenziali fondamentali per un illecito arricchimento a danno della spesa pubblica. Le attività investigative su questo tipo di reati rimangono una priorità per la Procura di Locri e la Guardia di Finanza di Reggio Calabria.