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Immigrazione, svolta del governo Meloni: “Meno sfruttamento e più ingressi legali”

Il governo Meloni mette mano al sistema dell’immigrazione e, con un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, traccia una nuova rotta per la gestione dei flussi di manodopera straniera.

L’obiettivo, come dichiarato da Palazzo Chigi, è duplice: garantire un’entrata “legale e ordinata” dei lavoratori stranieri in Italia e, allo stesso tempo, “contrastare il reclutamento e l’impiego illegale”.

Il provvedimento introduce diverse novità, dalla revisione dei termini per i nulla osta a misure più stringenti contro lo sfruttamento, passando per una maggiore efficienza degli Sportelli Unici per l’Immigrazione.

Le principali novità per datori di lavoro e lavoratori

Una delle modifiche più rilevanti riguarda la revisione dei termini per l’adozione del nulla osta per lavoro subordinato. Il termine, infatti, non decorrerà più dalla data di presentazione della domanda, ma dal momento in cui la richiesta viene imputata alla quota di ingresso. Un cambiamento che mira a velocizzare e a rendere più chiaro il processo.

Il decreto estende i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese dai datori di lavoro. Le verifiche, finora previste solo per le domande relative all’anno 2025, si applicheranno anche agli ingressi per casi particolari, volontariato, ricerca, lavoratori altamente qualificati e trasferimenti intra-societari.

Contrasto allo sfruttamento e assistenza a disabili e anziani

Il decreto rafforza la protezione per le vittime di sfruttamento. La durata del permesso di soggiorno per gli stranieri vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro viene ampliata da 6 a 12 mesi. La stessa estensione vale per i permessi di soggiorno per motivi di protezione sociale e per le vittime di violenza domestica, a cui viene riconosciuta anche la possibilità di richiedere l’assegno di inclusione.

Un’altra novità riguarda i lavoratori impiegati nell’assistenza familiare o sociosanitaria per persone con disabilità o grandi anziani. Il loro ingresso e soggiorno non rientreranno più nel meccanismo delle quote. Per i primi 12 mesi di occupazione, potranno svolgere solo l’attività autorizzata e cambiare datore di lavoro solo con l’ok degli Ispettorati del lavoro.

Infine, il decreto alza il termine per il ricongiungimento familiare da 90 a 150 giorni, allineandolo con le normative europee, e proroga di due anni, fino al 31 dicembre 2027, l’utilizzo della Croce Rossa Italiana per la gestione dell’hotspot di Lampedusa.