Il Ponte sullo Stretto di Messina non è più solo una promessa. Almeno secondo il vicepremier Matteo Salvini, che torna a insistere sull’urgenza di avviare i cantieri e sul valore strategico dell’opera per tutta l’Italia.
“Il primo a parlare di un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria fu un ministro nel lontano 1866. Sono passati 160 anni, e oggi siamo davvero a un passo dal realizzarlo», ha dichiarato durante una visita istituzionale nel Beneventano, in occasione dell’apertura dei lavori per la diga di Campolattaro.
Finanziamento interamente a carico dello Stato italiano
Salvini sottolinea che il progetto è definitivo, approvato, e che il finanziamento è interamente a carico dello Stato italiano. Nessun contributo da parte della Nato, nessun sostegno da altri Paesi. “L’ho pensato per i camion, per i treni, per le automobili, anche per le moto. Ma se un domani dovesse essere utile anche per i mezzi militari, perché no?”, afferma il ministro.
Al di là degli utilizzi, Salvini rivendica una visione più ampia: “Il Ponte è un simbolo di continuità territoriale, è un modo per risparmiare tempo, inquinare meno e lavorare meglio. È un’opera che milioni di italiani aspettano da troppo tempo”.
La promessa è chiara: “Conto di far partire i lavori entro poche settimane. Dopo decenni di parole e rinvii, è arrivato il momento di passare ai fatti”.



