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Calabria verso le regionali: stretta di mano tra Occhiuto e Tridico, ma la tregua dura poco

Una tavolata di beneficenza in pieno centro ha offerto la cornice per il primo incontro pubblico tra Roberto Occhiuto, presidente uscente della Regione e candidato per il centrodestra, e Pasquale Tridico, economista e sfidante sostenuto dall’area progressista. Sorrisi e strette di mano hanno dato l’impressione di un clima disteso, ma dietro la cordialità la competizione resta serrata.

Dopo l’incontro, le prime bordate. Tridico non ha perso occasione per attaccare il governatore sui social: “Ho visto l’ultima televendita di Occhiuto – ha scritto – dopo quattro anni ha scoperto le aree interne e i fondi europei. Peccato che con lui presidente la Calabria sia rimasta ultima in Italia, con una spesa dei fondi ferma a percentuali irrisorie”.

Il riferimento è all’annuncio di un piano che prevede contributi fino a 100mila euro per chi decide di acquistare casa nei borghi. Una misura che, secondo Tridico, non avrebbe reale efficacia: “A cosa serve se poi mancano ospedali, strade, trasporti e lavoro? Prima di attirare nuovi residenti bisognerebbe garantire i servizi essenziali. La Calabria ha bisogno di scelte concrete, non di slogan”.

Due visioni contrapposte. Occhiuto rivendica i risultati raggiunti in questi anni, soprattutto in materia sanitaria, con nuove assunzioni e investimenti negli ospedali. La sua campagna si concentra sul messaggio di continuità e di stabilità. Tridico, al contrario, insiste sulle criticità irrisolte: lo spopolamento dei piccoli centri, la dispersione scolastica, la sanità fragile, la lentezza nell’impiego dei fondi europei.

Il candidato progressista propone un “reddito di dignità”, misura da finanziare con risorse comunitarie, non come assistenzialismo ma come sostegno legato a formazione, impresa locale e servizi. “Bisogna trattenere i calabresi, non costringerli a partire” è uno dei suoi slogan principali.

Clima elettorale acceso. La campagna elettorale entra così nella fase più tesa. Alla vigilia del voto di ottobre, il confronto tra i due contendenti si gioca sul terreno delle promesse concrete e della credibilità: Occhiuto difende la sua gestione e rilancia nuovi progetti, Tridico punta a smontarne l’immagine e a proporsi come alternativa seria e innovativa.

La stretta di mano di Catanzaro, per ora, resta soltanto un gesto di cortesia. La partita vera è appena cominciata.