L’aumento del costo della vita in Calabria grava sempre più sui bilanci familiari, e tra le voci più pesanti emerge l’affitto degli studenti universitari fuori sede.
La prima indagine di Federconsumatori Calabria evidenzia come le spese per alloggi nelle tre principali aree universitarie – Cosenza-Rende, Catanzaro e Reggio Calabria – siano diventate un vero ostacolo per molte famiglie.
Gli studenti e le università
Nel 2023 gli iscritti ai tre atenei calabresi erano 38.703, con oltre 7.500 immatricolazioni. I numeri confermano l’importanza delle università nella regione, ma si scontrano con il peso crescente degli affitti e delle spese correlate.
Cosenza-Rende la più cara
L’indagine ha preso in considerazione le camere singole vicine ai mezzi pubblici e alle sedi universitarie. Il quadro risultante è pesante: Cosenza-Rende registra 391 euro al mese a persona, Catanzaro 350 euro, Reggio Calabria 305 euro. La spesa annua supera così i 5.500 euro a Cosenza-Rende, con alcune soluzioni oltre i 600 euro mensili.
Tasse e borse di studio
Nonostante le tasse universitarie più basse rispetto alla media nazionale, con oltre 20mila studenti esonerati e più di 12mila beneficiari di borse di studio, il peso dell’alloggio resta determinante. Un bonus regionale di circa 500 euro non compensa del tutto le spese.
Studiare, un privilegio
“Se questi costi si rapportano ai redditi medi regionali – spiega Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria – studiare fuori casa diventa quasi un privilegio, ampliando le disuguaglianze sociali”. Anche a livello nazionale, le camere singole sono aumentate in media da 461 a 613 euro mensili in un anno, con punte di 732 euro a Milano.
La necessità di più alloggi
L’Unical offre circa 2.500 posti letto, ma la domanda supera di gran lunga l’offerta. Federconsumatori sottolinea la necessità di politiche abitative diffuse per garantire agli studenti un’esperienza universitaria completa e sostenibile.
Una questione sociale
Gli affitti studenteschi non rappresentano solo un problema economico, ma anche sociale. Senza interventi mirati, molte famiglie saranno costrette a rinunce dolorose o gravosi pendolarismi, compromettendo la vita universitaria dei giovani calabresi.



