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Blitz della Guardia di Finanza contro un narcotrafficante e usuraio vicino alla cosca Bellocco: confiscati beni per 200 mila euro

I finanzieri di Firenze e Reggio Calabria, con il supporto dello SCICO e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno eseguito un provvedimento di confisca di secondo grado a carico di un narcotrafficante e usuraio calabrese, con legami con la cosca della ‘Ndrangheta dei “Bellocco” di Rosarno.

La misura, basata sul cosiddetto “Codice Antimafia”, ha disposto per l’uomo la sorveglianza speciale per quattro anni con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza, oltre alla confisca di beni per un valore complessivo di circa 200mila euro.

Le indagini e i beni sequestrati

La confisca conferma un precedente provvedimento di primo grado del settembre 2024. Le indagini hanno rivelato che i beni erano sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati e includevano un’imbarcazione da pesca di 16 metri, tre veicoli, un fabbricato e diverse disponibilità finanziarie.

Il profilo criminale del soggetto è emerso da diverse operazioni di polizia. Nell’ambito dell’operazione “Magma”, condotta dal GICO di Reggio Calabria, è stato condannato per traffico internazionale di stupefacenti.

Con l’operazione “Erba di Grace”, coordinata dal GICO di Firenze, ha ricevuto una condanna di quattro anni di reclusione per traffico di droga.

Infine, a seguito dell’operazione “Buenaventura”, è stato condannato a otto anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso e usura, dopo aver applicato tassi di interesse annuali superiori al 66% a un imprenditore tessile.

Confermata la confisca

La Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in collaborazione con quella di Firenze, ha delegato ai Nuclei di Polizia Economico Finanziaria indagini patrimoniali approfondite. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha esaminato gli appelli presentati dall’uomo e da sua moglie, ma li ha rigettati, ritenendoli infondati, e ha confermato la ricostruzione patrimoniale operata dalla Guardia di Finanza.

Questa operazione testimonia il continuo impegno della Guardia di Finanza e delle Procure della Repubblica nel contrastare i patrimoni illeciti delle organizzazioni criminali, con l’obiettivo di arginare l’inquinamento del mercato e dell’imprenditoria sana.