Con l’approvazione al Senato della Legge Quadro sull’Intelligenza Artificiale, il dibattito si sposta su come questa nuova tecnologia influenzerà il settore sanitario.
Agata Mollica, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Cosenza, ha voluto fare chiarezza sul ruolo che l’IA avrà in futuro, rassicurando che non sostituirà i medici, ma servirà da strumento di supporto.
IA in sanità: un aiuto, non una sostituzione
La Legge Quadro, allineata con l’IA Act europeo, dedica un intero articolo, il 7, all’uso dell’Intelligenza Artificiale nel sistema sanitario. Il testo specifica che l’IA contribuirà a migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie, ma sempre “nel rispetto dei diritti, delle libertà e degli interessi della persona”.
La dottoressa Mollica sottolinea come il provvedimento chiarisca che la responsabilità e la decisione finale rimangono in capo al professionista sanitario. Questo principio è cruciale per garantire la sicurezza del paziente e la validità dell’atto medico.
Etica e responsabilità al centro del dibattito
Per la presidente dell’Ordine, l’assenza di regole avrebbe potuto portare a “scenari di insicurezza clinica e inappropriatezza applicativa”, con il rischio di delegare a un algoritmo decisioni vitali. Per questo motivo, il perimetro etico e giuridico stabilito dalla legge è fondamentale.
La tecnologia, pur con le sue enormi potenzialità, deve essere vista come un mezzo per potenziare le capacità del medico, non per sostituirlo. L’atto medico, nella sua integrità, deve essere preservato.
Un futuro di sfida e opportunità
Guardando al futuro, Mollica conclude con un messaggio di speranza ma anche di cautela. “Gli anni a venire si preannunciano sfidanti ma ricchi di opportunità”. La chiave sarà mantenere un approccio critico, per evitare di farsi ingannare dalla fascinazione della tecnologia. L’obiettivo ultimo è che i medici possano “governare i nuovi strumenti e non esserne governati”, nell’interesse supremo della comunità e dei pazienti.



