È in corso in tutta Italia lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base a sostegno di Gaza e del popolo palestinese.
La protesta coinvolge tutti i settori, dal trasporto pubblico locale alle ferrovie, dai porti alle scuole e ai servizi pubblici. Il blocco è scattato alla mezzanotte e durerà fino alle 23 di lunedì.
Nel settore ferroviario, hanno annunciato l’adesione il personale del Gruppo Fs con Trenitalia (con la significativa eccezione della Calabria), ma a incrociare le braccia sono anche i dipendenti di Italo e Trenord. Per i trasporti locali sono previste le consuete fasce di garanzia, che variano da città a città.
Ad esempio, a Roma il servizio è garantito dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, mentre a Milano le linee Atm potrebbero non essere garantite dalle 8:45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio. La mobilitazione nel trasporto marittimo sarà anch’essa di 24 ore, ma con varie modalità.
Le manifestazioni nelle città: il cuore della protesta
Le piazze italiane sono il fulcro della mobilitazione, con cortei e presidi che si svolgono in numerose città.
Milano: Centinaia di manifestanti si sono riuniti a piazzale Cadorna nonostante la pioggia battente per lo sciopero indetto dall’Unione sindacale di base (Usb). Le richieste sono chiare: un cessate il fuoco a Gaza, il sostegno alla “Global Sumud Flotilla” per portare aiuti umanitari e l’interruzione di ogni relazione del governo con Israele. Oltre ai lavoratori dei trasporti, hanno aderito anche docenti e personale di scuole e atenei. Il corteo partirà alle 10 da piazzale Cadorna per terminare in piazza Duca d’Aosta.
Roma: Nella Capitale, lo sciopero ha causato la cancellazione di alcuni treni regionali e ritardi fino a 80 minuti. Le linee della metro funzionano regolarmente, ma la fermata Termini è stata chiusa dalle forze dell’ordine in vista della manifestazione indetta da Usb e realtà palestinesi.
Bologna: Nella zona universitaria, i collettivi Cua e Cambiare Rotta hanno transennato gli accessi principali del Rettorato e delle facoltà, bloccando le lezioni. “Oggi non c’è lezione”, si legge in una nota di Cambiare Rotta che rivendica il blocco di aule e dipartimenti in tutta la città.
La voce degli studenti e dei dipendenti vaticani
La mobilitazione coinvolge in modo trasversale diversi strati della società. La Rete della Conoscenza, che comprende Link-coordinamento universitario e l’Unione degli Studenti, ha aderito a livello nazionale allo sciopero.
La coordinatrice nazionale, Francesca Cantagallo, ha dichiarato che l’organizzazione sarà presente “nelle piazze di tutto il Paese per lottare al fianco della Palestina, contro il genocidio che Israele sta compiendo nei territori occupati e a Gaza e per denunciare la complicità dello stato italiano in questo genocidio”.
Sorprende, e dà un segnale forte, l’adesione di un’associazione vicina al Vaticano. “Ci uniamo all’appello di pace che anche ieri il Papa ha lanciato all’Angelus”, si legge in un comunicato dell’Associazione dipendenti laici del Vaticano (Adlv).
Il comunicato prosegue: “Ci riconosciamo pienamente nelle sue parole: ‘Non c’è futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente, lavora per la pace’. Anche per questo, visto il massacro a Gaza, rappresentanti dell’Adlv saranno presenti stasera alla marcia della rete dei ‘Preti contro il genocidio’ e alla veglia a Santa Maria in Trastevere”.
I dipendenti laici del Vaticano sottolineano che la situazione a Gaza “necessita di una mobilitazione comune”, chiedendo sia la liberazione degli ostaggi in mano ad Hamas che uno “scatto di dignità” da parte dei governi per interrompere la fornitura di armi a Israele e dare piena dignità istituzionale al popolo palestinese. La nota conclude con un netto rifiuto di “ogni rigurgito di antisemitismo, convinti che la maggior parte degli ebrei sia solidale con questo popolo da troppo tempo martoriato”.



