Settembre è il mese dedicato, a livello mondiale, alla sensibilizzazione sul tema della cura del cancro infantile. In Calabria, la voce di questa lotta è rappresentata dall’Associazione Gianmarco De Maria, un’organizzazione che da anni si batte per un’oncoematologia pediatrica che, nella regione, è di fatto scomparsa dall’agenda politica.
L’associazione si fa portavoce del disappunto di centinaia di famiglie calabresi costrette a migrare fuori dai confini regionali, cercando altrove la speranza di guarigione. Nonostante la presenza di tre Centri AIEOP nei principali ospedali di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, tre famiglie su quattro continuano a migrare verso altre regioni (il 75,1% negli ultimi cinque anni, secondo le stime AIEOP). Un dato che dimostra l’urgente necessità di un’azione concreta e di investimenti mirati.
Nel frattempo, l’associazione continua la sua battaglia con l’unica arma a sua disposizione: informare e sensibilizzare. Giovedì 25 settembre, il Castello di Cosenza sarà illuminato di color oro per l’occasione, e i volontari saranno presenti su Corso Mazzini per distribuire il “Gold Ribbon”, il nastro d’oro che simboleggia la lotta contro il cancro infantile e il valore inestimabile della vita. L’obiettivo è sollevare domande e riflessioni, e ribadire che ogni bambino ha il diritto di curarsi vicino a casa, ai propri affetti e ai propri amici.
L’impegno dell’Associazione Gianmarco De Maria non si ferma qui. Domenica 28, con l’iniziativa “Ti voglio una sacca di bene”, si terrà una raccolta di donazioni di sangue, plasma e piastrine presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale cosentino. Un gesto simbolico, un segno di speranza per il futuro, e un modo per dimostrare che, nonostante le difficoltà, la comunità continua a credere in un giorno non lontano in cui l’oncoematologia pediatrica tornerà a essere operativa in Calabria.



