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Un voto per la pace: il consiglio comunale di Longobardi dice “sì” al riconoscimento della Palestina

Un gesto di forte valore simbolico e politico è stato compiuto dal consiglio comunale di Longobardi. Con un’approvazione all’unanimità, l’intera assise ha accolto la mozione che chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Questo atto, pur avendo già un precedente a Belvedere Marittimo, rende Longobardi il primo comune a portare la mozione in consiglio su iniziativa del Comitato Territoriale Tirreno Cosentino per la Palestina.

Una mobilitazione dal basso

La mozione è il frutto di un lavoro congiunto, avviato ad agosto da Colpo – Comitato Liberazione Popolare e Anpi e successivamente esteso a tutti i comuni del Tirreno Cosentino, da Tortora ad Amantea. L’obiettivo della mobilitazione, come affermato dalla consigliera Simona Brusco, è quello di condannare le politiche di colonizzazione israeliane e il “genocidio” in atto.

Non si tratta di una semplice formalità, ma di un’azione mirata a spingere per una mobilitazione più ampia che coinvolga associazioni, scuole e istituzioni. Il riconoscimento richiesto è quello di uno Stato di Palestina nei confini precedenti al 1967, con Gerusalemme capitale condivisa, in piena coerenza con l’articolo 11 della Costituzione Italiana che “ripudia la guerra”.

Diritto umanitario e solidarietà

Gli amministratori di Longobardi hanno dichiarato che il loro voto rappresenta un “messaggio di pace e solidarietà” verso i civili che “subiscono da tempo attacchi e soprusi”. La decisione, definita un “atto umanitario”, mira a tutelare i diritti fondamentali dell’uomo e a lanciare un segnale contro l’”occupazione totale della Palestina”, dove, secondo le parole della consigliera Brusco, “ogni principio umanitario viene totalmente disintegrato”.

L’iniziativa sostenuta dal Comitato include anche il supporto alla Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria per la Striscia di Gaza, e un appello al Governo italiano per un’adeguata copertura diplomatica. L’auspicio è che l’esempio di Longobardi possa essere seguito presto anche dagli altri comuni interpellati.