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Elezioni Calabria, Uncem lancia la “Carta dei dieci punti” ai candidati: “Basta assistenzialismo e bandi a pioggia”

La montagna calabrese non vuole più essere considerata un “residuo” o un territorio da assistere, ma il perno di una nuova strategia di crescita per l’intera Regione.

Con un documento forte e programmatico, intitolato “Dieci Punti per la Montagna”, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM) ha lanciato una vera e propria piattaforma programmatica rivolta a tutti i Candidati Presidente e Consiglieri regionali in vista delle Elezioni Regionali 2025.

Il punto fermo: un assessore e nuove regole

La proposta di UNCEM, curata dal Presidente nazionale Marco Bussone e dal Presidente calabrese Vincenzo Mazzei, è chiara: la nuova Giunta Regionale deve dotarsi immediatamente di un Assessore con deleghe specifiche a Montagna, Parchi e Foreste. Questo per garantire che le politiche montane, basate sull’Articolo 44 della Costituzione, non siano più marginali.

Stop ai bandi, sì alla fiscalità differenziata

Il documento boccia senza appello l’attuale approccio basato su “incentivi a pioggia” e “bonus per bambini, case o chi si trasferisce”. Si chiede una svolta strutturale che punti su: Fiscalità Peculiare: Introdurre una fiscalità differenziata per chi vive, lavora o sceglie di risiedere nelle aree montane e rurali, superando così gli svantaggi strutturali; Rafforzamento Istituzionale: Creare Unioni montane di Comuni solide e stabili per rigenerare la Pubblica Amministrazione e la gestione dei servizi locali.

Le dieci urgenze del territorio

La piattaforma tocca dieci ambiti fondamentali, definiti “urgenze” per affrontare efficacemente la crisi demografica e le crisi energetica e climaticaSanità, Welfare e Sviluppo: il nuovo welfare pubblico deve partire dalla sanità territoriale: la battaglia è per “Una ambulanza e un medico di base in ogni Comune”. Sviluppo significa investire sulle Green Community (si chiede di aumentare i fondi da due a venti milioni di euro) come pilastro della Green Economy e della sostenibilitàForeste e Infrastrutture: Le politiche forestali devono abbandonare l’assistenzialismo per diventare produttive e protettive.

UNCEM spinge per pianificare e certificare i 700mila ettari di bosco calabrese, creando filiere economiche di alta qualità e generando servizi ecosistemici negoziabili sul mercato. Sul fronte delle infrastrutture, si chiede che le grandi aziende pubbliche (Enel, Anas, Ferrovie dello Stato) non adottino più una logica coloniale, ma investano in montagna creando valore sociale e dialogando con le istituzioni democratiche.

Digitale e Parchi: L’innervamento digitale della montagna è un obiettivo prioritario: la Regione deve sincronizzare i Piani (banda ultralarga, 5G, 1Giga) e stanziare risorse proprie per coprire le troppe aree ancora scoperte e a rischio sicurezza. Infine, i Parchi nazionali e regionali devono diventare vero motore di sviluppo economico con una governance manageriale lungimirante, orientata alla programmazione e in costante dialogo con le comunità.

L’appello finale: il “noi” fa la forza

Il messaggio conclusivo è un appello all’unità e all’azione: la Calabria deve guardare oltre le coste e le grandi città, costruendo patti e interazione tra territori diversi (montagne e coste, capoluoghi e piccoli Comuni). Solo credendo nel “Noi” e superando le frammentazioni politiche, la Regione potrà diventare un modello di sostenibilità e una vera, grande Green Community europea, ponendosi come un pezzo pulsante dell’Appennino unito.