“Nessuno degli interventi affidati alla struttura del subcommissario alla depurazione è stato oggetto di sequestro”. A dirlo è Tonino Daffinà, subcommissario con delega per la Calabria, che risponde duramente ad alcune affermazioni pubbliche pronunciate nel pieno del clima da campagna elettorale.
Le parole nel mirino? Quelle del candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, Pasquale Tridico, che avrebbe fatto riferimento a presunti impianti di depurazione sequestrati lungo la costa tirrenica cosentina.
Daffinà: “Mai toccati quei comuni”
Nel mirino di Tridico sarebbe finita la cittadina di Diamante, uno dei gioielli della costa tirrenica. Ma Daffinà mette subito i puntini sulle “i”: “Diamante non è tra i Comuni affidati alla nostra struttura”. E rincara la dose: “Lo stesso vale per Pizzo Calabro”, altro centro citato da Tridico, questa volta affacciato sulla Costa degli Dei, ma comunque fuori dalla sfera di competenza della struttura commissariale.
Un doppio errore, quindi: geografico e istituzionale. Secondo Daffinà, è la prova di una scarsa conoscenza del territorio da parte del professore pentastellato e di una narrazione distorta, alimentata – dice – da “discutibili suggeritori”.
“Noi lavoriamo dove ci sono infrazioni Ue”
Il subcommissario entra poi nel merito del ruolo che ricopre: “Il commissario unico per la depurazione è stato istituito per affrontare le criticità nei Comuni oggetto di infrazione da parte dell’Unione Europea”. Niente a che vedere, dunque, con la gestione ordinaria dei depuratori, che resta in capo agli enti locali.
Daffinà cita le fonti normative: tutto nasce dal Decreto Legge 243/2016, convertito nella Legge 18/2017, e passa per i successivi DPCM, l’ultimo dei quali – datato 7 agosto 2023 – ha nominato Fabio Fatuzzo come Commissario Unico, affiancato dallo stesso Daffinà in qualità di subcommissario per la Calabria.
“Gestiamo fondi Ue e coordinamento, non la manutenzione comunale”
“Ci occupiamo di interventi strategici, accelerazione delle procedure e gestione dei fondi europei e statali”, spiega ancora Daffinà, rivendicando un ruolo tecnico e operativo, ma non amministrativo. Nessuna ingerenza nella gestione quotidiana del servizio, che continua a essere di competenza delle amministrazioni locali.
Infine, la stoccata: “Operiamo con i poteri dei commissari straordinari di governo, ai sensi della legge 400 del 1988”. Un modo per ricordare che si tratta di un mandato straordinario, conferito dallo Stato, e non di una gestione che può essere strumentalizzata per fini elettorali.



