L’Ente gestore delle Riserve Tarsia-Crati ha dato il via a un ambizioso programma di monitoraggio e studio sulla valutazione dei quantitativi di microplastiche trasportate nell’area di transizione della foce del fiume Crati.
Questa iniziativa, lanciata il 30 settembre 2025, pone l’attenzione su una problematica che, sebbene sia concentrata soprattutto in ambito marino, è cruciale anche per gli ecosistemi di acqua dolce. I fiumi, infatti, svolgono un ruolo fondamentale come collettori tra l’ambiente terrestre e quello marino.
La sfida normativa e il contributo dell’Ente
Attualmente, il monitoraggio delle microplastiche nei sistemi di acqua dolce superficiale non è disciplinato da alcuna norma europea o nazionale. Questa lacuna normativa rende particolarmente difficili le azioni di contrasto al plastic litter. Tuttavia, ritenendo la tematica di grande attualità, l’Ente gestore (Amici della Terra) ha deciso di avviare il proprio programma per fornire un contributo concreto alla conoscenza del problema.
Lo scopo del progetto è duplice: da un lato, fornire stime realistiche quantitative e qualitative delle microplastiche presenti nel tratto terminale della foce del fiume Crati; dall’altro, sperimentare in ambito fluviale la metodica di campionamento e di analisi tipicamente utilizzata in mare per l’attuazione della Direttiva quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (DSM). Infine, i dati raccolti contribuiranno a ottenere informazioni essenziali sull’origine delle microplastiche stesse.
Il protocollo operativo
Per raggiungere questi obiettivi, il programma prevede l’applicazione di un Protocollo rigoroso. Questo protocollo include il campionamento periodico e la successiva analisi del materiale, che viene raccolto utilizzando la DSM con manta da .
L’analisi si concentra su diversi aspetti chiave. Sarà innanzitutto fondamentale valutare la concentrazione delle microplastiche, calcolando sia il numero di particelle per metro quadrato () per la stima di superficie, sia il numero di particelle per metro cubo () per la stima volumetrica. Parallelamente, si procederà all’identificazione delle categorie di microplastica presenti nei campioni, distinguendo tra frammento, filamento, granulo e altre forme. Un passaggio cruciale sarà poi il riconoscimento della tipologia, morfologia e morfometria dei polimeri. L’insieme di queste informazioni è destinato a supportare l’individuazione di misure di interesse per la pianificazione distrettuale.
Il programma dell’Ente gestore Riserve Tarsia-Crati si configura quindi come un’azione pionieristica per l’acqua dolce in Italia, fornendo dati scientifici robusti e un modello metodologico per affrontare una delle sfide ambientali più pressanti del nostro tempo.



