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Ritorna il bonus elettrodomestici: sconto del 30% in fattura. Fino a 200 euro per Isee bassi

È ufficiale: è tornato il bonus elettrodomestici con la formula dello sconto in fattura. Il decreto attuativo che rende operativa la misura, introdotta con la scorsa Legge di Bilancio, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre.

La misura, per la quale sono stati stanziati 48 milioni di euro (meno i 2 milioni destinati alla gestione), dovrebbe essere confermata anche nella prossima Manovra per il 2026.

Il contributo consiste in uno sconto del 30% sul prezzo di acquisto, ma con un tetto massimo differenziato: massimo 100 euro per tutti i nuclei familiari. Massimo 200 euro per i nuclei familiari con Isee pari o inferiore a 25mila euro.

Per usufruire dello sconto, il cittadino dovrà presentare in negozio un apposito codice ottenuto tramite una procedura telematica. Non è esclusa la possibilità di utilizzare anche l’App Io per ottenere il codice e utilizzare il bonus.

Le condizioni per gli acquisti e la rottamazione obbligatoria

Il bonus è strettamente vincolato all’acquisto di grandi elettrodomestici (sono esclusi phon, frullatori o apparecchiature simili) che devono rispettare due condizioni fondamentali: devono essere di produzione europea e avere consumi ridotti.

È inoltre obbligatoria la rottamazione dello stesso tipo di prodotto, che deve essere di classe energetica inferiore rispetto al nuovo acquisto. Le categorie di prodotto acquistabili sono sette, e sono soggetti ai seguenti requisiti minimi di classe energetica: Lavatrici e Lavasciuga: non inferiori alla classe AForni da Cucina: non inferiori alla classe ACappe: almeno classe BLavastoviglie e Asciugabiancheria: almeno classe CFrigoriferi e Congelatori: non inferiori alla classe DPiani Cottura: devono essere conformi ai limiti ambientali citati nel Regolamento Ue numero 66 del 2014.

La piattaforma di gestione e il rimborso ai negozianti

Le indicazioni definitive sull’avvio delle domande non dovrebbero arrivare prima di metà ottobre, in attesa che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a PagoPa e Invitalia finalizzino la piattaforma online di gestione.

La piattaforma web sarà collegata direttamente alla banca dati dell’Inps per verificare in tempo reale la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e determinare l’Isee dei potenziali beneficiari.

Una volta che il cliente avrà esercitato il diritto di recesso, il negoziante potrà richiedere il rimborso di quanto anticipato. Accedendo alla piattaforma di PagoPa, il rivenditore dovrà iscriversi e allegare i documenti di acquisto e quelli che attestano lo smaltimento del vecchio apparecchio più inquinante.