È morta a 91 anni in California, durante un tour di conferenze, Jane Goodall, la celebre etologa britannica conosciuta in tutto il mondo per i suoi rivoluzionari studi sugli scimpanzé. La sua scomparsa segna la fine di un’era per la primatologia e il movimento ambientalista.
Goodall divenne la massima esperta mondiale di scimpanzé dopo aver trascorso decenni a studiare le comunità nel Parco Nazionale del Gombe Stream, in Tanzania. La sua fondazione ha ricordato il suo ruolo come “instancabile sostenitrice della protezione e del ripristino del nostro mondo naturale”, sottolineando come le sue scoperte abbiano “rivoluzionato la scienza”.
La sua profonda passione per gli animali nacque molto prima dei suoi anni in Africa. Già da bambina, osservando i cani della sua famiglia, intuì che gli animali avevano personalità, emozioni e forme di comunicazione proprie. Come amava spesso raccontare, furono proprio i cani i suoi primi maestri di etologia: da loro imparò l’arte dell’osservazione e l’importanza della fiducia, maturando la convinzione che gli animali non potessero essere ridotti a semplici istinti.
La svolta della sua vita arrivò a 23 anni, quando, spinta dalla sua passione, raggiunse l’Africa come segretaria. Fu il noto paleoantropologo Louis Leakey a incoraggiarla a intraprendere gli studi che avrebbero cambiato per sempre la primatologia e il nostro modo di vedere la natura.
Goodall fu la prima a documentare comportamenti negli scimpanzé che si pensava fossero esclusivi dell’uomo, come l’uso di strumenti, la caccia organizzata e le complesse relazioni sociali. Studiando individui come Flo e David Greybeard, riuscì a rompere la barriera simbolica che separava l’umanità dal resto del mondo animale. Nei suoi lavori, pubblicati anche dal National Geographic, descrisse gli scimpanzé come esseri con emozioni e legami affettivi.
Pioniera in un campo dominato dagli uomini, Goodall utilizzò la sua fama per promuovere la sua causa. Fondò il Jane Goodall Institute, attivo in 19 nazioni, e il programma educativo Roots and Shoots, che coinvolge i giovani di oltre cento Paesi nella protezione dell’ambiente. Nata nel 1934, ha scritto 32 libri, di cui 15 per bambini, e fino all’ultimo ha viaggiato senza sosta, diventando un’icona mondiale del movimento ambientalista.



