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Sciopero generale domani: la Calabria e l’Italia si fermano contro il genocidio a Gaza

Domani, venerdì 3 ottobre 2025, l’Italia sarà attraversata da uno sciopero generale che, secondo le previsioni, paralizzerà gran parte del Paese, a partire dalla Calabria. La mobilitazione, indetta dall’Unione Sindacale di Base (USB) e sostenuta da diverse realtà del mondo del lavoro, nasce come atto di protesta contro l’inerzia del governo italiano di fronte alla tragedia che si sta consumando a Gaza.

Il riferimento diretto è al rapporto della Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite che, lo scorso 17 settembre, ha accusato Israele di essere responsabile di genocidio nella Striscia. La presidente della Commissione, Navanethem Pillay, ha ricordato che «tutti gli Stati hanno l’obbligo giuridico di utilizzare tutti i mezzi ragionevoli per fermare il genocidio», ammonendo che «l’assenza di azioni equivale a complicità».

La protesta dei sindacati italiani si lega anche all’iniziativa della Global Sumud Flotilla, una flotta internazionale di imbarcazioni – alcune delle quali italiane – partita per portare aiuti umanitari a Gaza, in violazione di un blocco navale giudicato illegittimo dal diritto internazionale. Nelle ultime ore è arrivata la notizia di un attacco contro le navi, fatto che i sindacati definiscono «un sequestro di persona e un tentativo di strage».

USB richiama la legge 146/90 per legittimare lo sciopero senza preavviso minimo nei casi di gravi eventi lesivi della sicurezza collettiva. La protesta coinvolgerà tutti i settori, pubblici e privati, con modalità differenziate:

  • Trasporti ferroviari: dalle 21:00 del 2 ottobre.

  • Autostrade: dalle 22:00 del 2 ottobre.

  • Sanità: per l’intera giornata del 3 ottobre.

  • Vigili del Fuoco: 4 ore di stop, dalle 9:00 alle 13:00.

  • Trasporto pubblico locale in Calabria: garantite solo le fasce di garanzia (05:00-08:00 e 18:00-21:00).

Le prestazioni minime indispensabili saranno comunque assicurate, come previsto dalla normativa vigente, ma si preannunciano disagi significativi in tutto il Paese.

Lo sciopero di domani non è dunque soltanto una rivendicazione sindacale, ma una presa di posizione politica e morale. «Non possiamo essere complici del genocidio – afferma USB –: la nostra astensione dal lavoro è un atto di difesa della dignità umana e dei principi fondamentali del diritto internazionale».