HomePoliticaRegionali, appello ai candidati Governatori: «Sostegno...

Regionali, appello ai candidati Governatori: «Sostegno concreto ai Centri Antiviolenza in Calabria»

Il Coordinamento Antiviolenza Donne Insieme Calabria (CADIC) lancia un accorato appello ai candidati alla Presidenza della Regione Calabria, ponendo al centro del dibattito politico l’urgente necessità di garantire la sostenibilità finanziaria dei servizi di contrasto alla violenza maschile sulle donne.

I numeri in Calabria disegnano un quadro allarmante: nel 2024 si sono registrate oltre 1600 donne vittime di violenza di genere. Negli ultimi anni, si contano 5 vittime di femminicidio accertate, a cui si sommano altri casi ancora irrisolti. La regione si colloca al quinto posto in Italia per i reati di stalking (incidenza del contro la media nazionale del ), e all’ottavo per i maltrattamenti contro familiari. Una stima indica che ogni giorno almeno 4 donne sporgono denuncia per le violenze subite.

Servizi fragili a macchia di leopardo

A fronte di questa grave emergenza, il CADIC denuncia la strutturale fragilità e la distribuzione a macchia di leopardo dei servizi antiviolenza. In alcune aree, i Centri Antiviolenza (CAV) sono addirittura completamente assenti.

Dove esistono, i CAV e le Case Rifugio operano in uno stato di precarietà a causa di fondi insufficienti e dell’inadeguato sistema di finanziamento, vincolato alla progettualità annuale e al metodo delle rette.

Nonostante il precedente Consiglio Regionale abbia approvato la nuova legge regionale n. 34 del 25 giugno 2025 (“Norme per il contrasto del fenomeno della violenza di genere”), aggiornando la normativa in linea con la Convenzione di Istanbul, il nodo della sostenibilità finanziaria resta irrisolto.

Richiesta di impegni concreti

Il CADIC sottolinea come i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio siano il perno del contrasto alla violenza, offrendo servizi di alta qualità tra cui sostegno psicologico, educativo, sociale e tutela legale. Le professioniste e le operatrici calabresi hanno sviluppato un notevole patrimonio di esperienza e metodologie efficaci, ma sono bloccate dalla carenza di risorse economiche.

“Non abbiamo bisogno di retorica ma di fatti concreti,” afferma il Coordinamento. L’appello ai candidati è chiaro: riconoscere la qualificata e importante funzione sociale e culturale di questi enti e garantire un tetto minimo di finanziamento vincolato a una programmazione e un Piano Regionale pluriennale.

L’impegno richiesto è quello di implementare la nuova legge regionale n. 34 del 2025, e in particolare l’articolo 15, che dispone di “predisporre adeguate coperture finanziarie e ad assegnarle con continuità e tempestività affinché i CAV e le Case rifugio siano in condizione di operare sulla base dei requisiti e criteri previsti dalla presente legge.” La lotta alla violenza di genere in Calabria passa necessariamente per la stabilità e il potenziamento dei servizi essenziali di accoglienza e supporto.