L’azione congiunta di Guardia Costiera e Carabinieri ha portato al sequestro preventivo di diverse strutture balneari a Santa Maria del Cedro. L’operazione, che si inserisce in un quadro di controlli sulle concessioni demaniali, sembra destinata a proseguire nei prossimi giorni, gettando un’ombra di profonda incertezza sull’imminente avvio della stagione turistica estiva. Al centro della vicenda si trova una complessa stratificazione di atti amministrativi e decisioni regionali che hanno creato un cortocircuito burocratico.
Il nodo del Piano Spiaggia e la gestione delle concessioni
La radice del problema risiede nella mancata approvazione definitiva del Piano comunale di spiaggia. Secondo le ricostruzioni legali, la Regione Calabria non ha mai fornito il parere favorevole necessario, arrivando a una bocciatura formale nell’ottobre 2025. Questo diniego avrebbe determinato il ripristino automatico del piano precedente, caratterizzato da regole differenti per quanto riguarda l’occupazione delle aree e la stagionalità delle strutture.
In base a un’ordinanza emessa dal sindaco Ugo Vetere, le concessioni prive di autorizzazione annuale avrebbero dovuto essere smantellate durante il periodo invernale per poi essere riattivate dal primo aprile. Gli imprenditori coinvolti hanno tuttavia proseguito le attività operando in regime di proroga e provvedendo al pagamento regolare dei canoni dovuti, confidando nella continuità lavorativa e nella validità dei titoli in possesso.
Le contestazioni dei legali e il diritto alla difesa
La procedura seguita per i sequestri è stata duramente contestata dall’avvocato Italo Guagliano, il quale assiste diversi titolari degli stabilimenti. “La procedura non ha rispettato i principi del diritto amministrativo”, ha dichiarato il legale, sottolineando come gli imprenditori non abbiano ricevuto comunicazioni tempestive circa la mancata approvazione del Piano spiaggia. La difesa sostiene che i concessionari si siano ritrovati improvvisamente destinatari di diffide e provvedimenti di sequestro, senza avere il tempo materiale o le indicazioni necessarie per adeguarsi alle vecchie normative tornate in vigore.
Attualmente i legali sono impegnati nella predisposizione di istanze in autotutela per richiedere la revisione dei sequestri prima della convalida del Giudice per le indagini preliminari. Si valuta inoltre il ricorso al Tribunale del riesame per dimostrare che il quadro normativo preso a riferimento dalla Procura non sia correttamente aggiornato rispetto all’attuale situazione delle concessioni.
Impatto economico e preoccupazioni per l’occupazione
Le conseguenze dei sigilli alle strutture rischiano di travolgere l’economia locale proprio nel momento cruciale della preparazione estiva. Le imprese del settore hanno già formalizzato assunzioni, confermato prenotazioni per i mesi a venire e avviato contratti con i fornitori. “Non si possono bloccare attività con assunzioni già effettuate, prenotazioni confermate e forniture in corso”, ha ribadito Guagliano, evidenziando il pericolo di un danno economico irreparabile per un territorio che vive prevalentemente di turismo balneare.



