Una tensione istituzionale e politica si è accesa in Italia riguardo allo sciopero generale proclamato per domani da Cgil e dall’Unione Sindacati di Base (Usb), indetto “in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e a sostegno della popolazione di Gaza”.
La protesta, che prevede oltre 100 cortei in tutta Italia, è stata ritenuta “illegittima” dalla Commissione di garanzia che si è riunita oggi.
La valutazione della commissione di garanzia
La Commissione ha motivato la sua decisione contestando il mancato rispetto dell’obbligo legale di preavviso, come previsto dalla Legge 146/90.
In una nota ufficiale, il Garante ha specificato di aver ritenuto “inconferente” il richiamo dei sindacati all’articolo 2, comma 7, della stessa legge. Tale articolo consente l’astensione dal lavoro senza preavviso solo in “casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori”.
L’Autorità ha quindi inviato alle organizzazioni sindacali un’indicazione immediata, avvertendo che il “mancato adeguamento comporta, tra l’altro, l’apertura di un procedimento di valutazione del comportamento”.
La replica della Cgil: “Sciopero pienamente legittimo”
A stretto giro è arrivata la dura replica del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha confermato l’agitazione per domani e annunciato l’intenzione di impugnare la decisione della Commissione.
Intervenendo a RaiNews24, Landini ha affermato che lo sciopero è “pienamente legittimo” perché è stato indetto “rispettando la legge 146 che prevede che di fronte a violazioni costituzionali, la messa in discussione della salute e sicurezza dei lavoratori c’è la possibilità di fare lo sciopero senza il preavviso”.
Il leader sindacale ha inoltre aggiunto che, qualora dovessero essere comminate sanzioni all’organizzazione, la Cgil è pronta a “impugnare anche quelle”. Landini ha ribadito che, a suo avviso, “non si stanno rispettando le nostre norme costituzionali” e non sono tutelati “nostri connazionali arrestati in acque libere” da Israele.
Scontro politico tra Meloni e Landini
La protesta ha innescato anche un acceso scontro politico tra il segretario della Cgil e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Durante una dichiarazione a Copenaghen, la premier aveva criticato la scelta del giorno, dicendosi stupita che i sindacati “non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì” per una questione così importante come Gaza. In tono polemico, Meloni aveva chiosato: “Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme”.
Landini ha definito l’affermazione della premier “un’offesa” nei confronti di chi lavora e paga le tasse, replicando su La7: “La presidente del Consiglio dovrebbe portare rispetto”. Il segretario della Cgil ha sottolineato che sono in discussione “i valori della democrazia, il diritto delle persone di vivere in pace” e ha ricordato l’episodio del 1943, quando i lavoratori usarono lo sciopero “per dire no alla guerra” e ristabilire pace e democrazia, rimarcando che “una persona normale e un sindacato che è fatto di valori non può stare a guardare”.



