L’autunno in corso si preannuncia particolarmente intenso sul fronte dei rinnovi contrattuali per il settore sanitario italiano.
Con il nuovo accordo per il Comparto Sanità già siglato lo scorso giugno – che ha garantito aumenti mensili tra i 150 e i 172 euro per oltre 580mila dipendenti non medici del SSN – l’attenzione si è spostata sui tavoli che riguardano le categorie apicali e professionali.
La rottura per farmacisti e collaboratori
La situazione più critica e immediata si registra nell’ambito delle farmacie private, un settore che coinvolge circa 60mila lavoratori. Le trattative per il rinnovo contrattuale si sono bruscamente interrotte a causa della sospensione unilaterale dell’incontro del 9 ottobre da parte di Federfarma, la federazione che rappresenta le farmacie private.
Questa decisione ha scatenato la dura reazione dei sindacati di categoria (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs), che hanno denunciato una scelta di “gravità inaudita” capace di mettere in discussione il lavoro svolto nei mesi precedenti. I punti di maggiore tensione restano gli aumenti salariali e le questioni normative relative al riconoscimento della professionalità.
A seguito dello stop, le sigle sindacali hanno annunciato l’avvio di una fase di mobilitazione che culminerà con la proclamazione di uno sciopero nazionale. Federfarma, tuttavia, ha replicato sostenendo che non è arrivato dai sindacati “alcun segnale concreto di disponibilità al confronto” e ha definito la minaccia di sciopero un ulteriore ostacolo al rinnovo.
Medici ospedalieri: 1,2 miliardi stanziati per il triennio
Parallelamente, prosegue la complessa trattativa per il rinnovo del contratto 2022-2024 per gli oltre 130mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie ospedaliere. A occuparsene è l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), che dopo un primo confronto a inizio ottobre, tornerà a riunire le parti il 15 ottobre.
Le risorse stanziate per questa categoria ammontano a 1,2 miliardi di euro, un incremento del 7,27% che si tradurrà in aumenti medi di circa 491 euro al mese per tredici mensilità.
L’obiettivo delle rappresentanze sindacali, come dichiarato dal segretario di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, è firmare al più presto l’accordo scaduto non solo per sbloccare la parte economica, ma anche per aprire immediatamente la negoziazione per il successivo triennio 2025-2027.
Questo permetterebbe per la prima volta di discutere temi strategici come le progressioni di carriera, la flessibilità organizzativa e il rafforzamento del ruolo dei giovani medici specializzandi.
Il via alle trattative per i medici di famiglia
Sempre il 15 ottobre si aprirà un altro importante fronte negoziale, quello che riguarda i circa 37mila medici di medicina generale. La trattativa per il nuovo Accordo Collettivo Nazionale (Acn) 2022-2024 sarà condotta presso la Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati).
La convocazione ha generato speranza in una rapida conclusione del negoziato, fondamentale per recuperare il blocco retributivo fermo al 2021. L’intenzione della Fimmg è quella di chiudere l’Acn 2022-2024 entro dicembre, per poi finalizzare il successivo 2025-2027 entro giugno. Tra i temi principali sul tavolo rientra il coinvolgimento attivo dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta nelle nuove Case della Comunità, un elemento cardine della riforma dell’assistenza territoriale finanziata con i fondi del Pnrr.



