Il rilascio di 48 ostaggi detenuti dai militanti palestinesi a Gaza è imminente, con l’inizio previsto per la mattina di lunedì.
A confermarlo è stato un alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan, in un’intervista all’Afp, specificando che lo scambio di prigionieri procederà come concordato e senza nuovi ostacoli.
La prima fase dell’accordo, che include l’entrata in vigore del cessate il fuoco e un parziale ritiro dell’IDF, sta procedendo senza intoppi e potrebbe persino subire un’accelerazione. Le autorità israeliane hanno infatti già avviato il trasferimento dei detenuti palestinesi con lunghe condanne che saranno scambiati con gli ostaggi. Questi ultimi dovrebbero essere rilasciati da Hamas tra la notte di domenica e la mattina di lunedì.
L’operazione si svolge in concomitanza con l’arrivo in Israele di Donald Trump e in vista della firma ufficiale dell’intesa in Egitto.
Summit a Sharm El-Sheikh e il ruolo dell’Iran
Lunedì, la situazione a Gaza sarà anche al centro di un importante vertice internazionale che si terrà a Sharm El-Sheikh. Gli Stati Uniti hanno esteso l’invito anche all’Iran, secondo quanto riportato da Axios che cita alcune fonti.
La lista degli invitati è ampia e include una varietà di nazioni come Spagna, Giappone, Azerbaijan, Armenia, Ungheria, India, El Salvador, Cipro, Grecia, Bahrain, Kuwait e Canada. Israele ha confermato che non parteciperà al summit.
Monitoraggio della tregua e aiuti umanitari
Nel frattempo, sono giunti in Israele 200 militari statunitensi incaricati di monitorare la tregua, sebbene non verranno schierati all’interno della Striscia, come precisato dal capo del CENTCOM.
Per quanto riguarda la situazione umanitaria, l’ONU ha ricevuto l’autorizzazione a riprendere l’invio di aiuti, con i primi camion già entrati a Gaza, destinati ai circa 500.000 sfollati che stanno rientrando tra le rovine dell’enclave.
Ostacolo sulla seconda fase
Nonostante l’andamento positivo della prima fase, è emerso un ostacolo riguardante la seconda fase del piano. Hamas ha chiarito che un suo disarmo è “fuori discussione”.
Le autorità israeliane, con la tregua in vigore, hanno radunato in due prigioni circa 250 “detenuti per la sicurezza”, inclusi gli ergastolani, che fanno parte della lista per lo scambio.



