Un tragico evento di sangue ha sconvolto la tranquillità di Lauropoli, frazione del comune di Cassano, riaccendendo i riflettori sulla presenza e sulla violenza della criminalità nel territorio. A seguito dell’accaduto, il vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio e vicepresidente della CEI, monsignor Francesco Savino, ha inteso rivolgere un accorato messaggio ai fedeli e all’intera cittadinanza, per offrire conforto e tracciare una rotta di risposta civile e spirituale di fronte alla violenza.
La reazione del vescovo di fronte al dolore della comunità
Nel suo intervento, monsignor Savino ha affrontato lo smarrimento della popolazione localizzando il senso di angoscia che ha colpito la cittadinanza dopo l’agguato. Il presul ha respinto con fermezza l’idea che il territorio debba considerarsi irrimediabilmente condannato o accostato a luoghi di punizione biblica.
“La nostra terra non è Sodoma. Se c’è un’ombra di quelle città, è solo nel cuore arido di chi ha dimenticato come si ama il prossimo”, ha dichiarato il vescovo nel suo messaggio. “La nostra terra non è maledetta. È una terra ferita. E le ferite si curano. Non si subiscono”.
Il sostegno alle forze dell’ordine e la condanna della criminalità
Un passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato al lavoro svolto dagli investigatori e dalle istituzioni preposte alla sicurezza, nei confronti delle quali monsignor Savino ha espresso pieno appoggio, chiedendo ai cittadini massima collaborazione e rispetto per le indagini in corso.
“Voglio esprimere la mia gratitudine più profonda e il mio assoluto rispetto per le Forze dell’Ordine e per gli investigatori che stanno lavorando senza sosta”, ha affermato il presul, aggiungendo l’importanza di sostenere la giustizia umana senza cedere a ricostruzioni sommarie.
Rivolgendosi direttamente ai responsabili degli atti criminali, il vescovo ha pronunciato parole di ferma condanna nei confronti di chi tenta di imporre il controllo con le armi: “A voi che credete di poter decidere chi deve vivere e chi deve morire con un colpo di pistola, dico: la vostra è una vittoria di cartone. Costruite imperi sulla sabbia e sul sangue, ma la sabbia crolla e il sangue grida. Avete le armi, ma non avete il futuro”.
L’invito finale rivolto agli abitanti di Cassano e Lauropoli è a rimanere uniti, superare l’isolamento causato dal timore e proseguire nella vita comunitaria come forma di resistenza al crimine organizzato.



