La propaganda estiva svanisce, i disservizi di sempre restano. Con la fine della bella stagione, la narrazione di una Calabria efficiente e moderna mostra il suo vero volto: la tratta ferroviaria Sibari-Crotone torna fuori servizio. Per lavoratori e studenti si riapre l’incubo di ritardi e disagi, costretti di nuovo a ripiegare sui soliti bus sostitutivi, celebri per le loro condizioni obsolete. Una parvenza di servizio essenziale garantita soltanto a beneficio dei turisti, per poi essere tolta proprio quando la comunità locale ne ha più bisogno per motivi di studio e lavoro.
Mentre i cittadini affrontano l’amara realtà quotidiana, nelle stanze del Consiglio regionale prosegue il teatrino della politica: mozioni approvate all’unanimità e atti di indirizzo pieni di buone intenzioni per potenziare le tratte tra Jonio e Tirreno. Documenti che restano regolarmente lettera morta su una carta che accetta qualsiasi promessa.
-
Politica degli slogan: Annunci ad alto impatto emotivo pensati per raccogliere facili consensi, senza alcuna visione strategica a lungo termine.
-
Calabria a due velocità: Un divario infrastrutturale interno mai colmato, dove intere aree del territorio vengono sistematicamente abbandonate a se stesse.
-
Inerzia istituzionale: Una maggioranza che, pur disponendo della forza numerica e di una filiera di governo favorevole, continua a non trasformare gli impegni in risultati concreti.
I cittadini non chiedono altri documenti di facciata o vuota propaganda. Serve una svolta immediata che converta le parole in cantieri, servizi efficienti e treni operativi tutto l’anno. Il tempo dei proclami e delle e-mozioni da poco è definitivamente scaduto.



