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Farmacie: scontro sul rinnovo del contratto e accusa di ribasso salariale

Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i farmacisti dipendenti delle farmacie private è al centro di una dura controversia, con il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) che accusa apertamente Federfarma di tentare una manovra di ribasso salariale sleale, pensata per tutelare gli interessi degli imprenditori a scapito dei professionisti.

Il tentativo di negoziazione al ribasso

In una nota informativa diffusa dal MNLF, si legge che Federfarma starebbe valutando di avviare negoziazioni con altre rappresentanze dei lavoratori, comunque abilitate a firmare il CCNL, al fine di contenere gli aumenti salariali dovuti ai dipendenti.

Queste trattative alternative, si legge nella nota, si baserebbero su presupposti “ben distanti” da quelli avanzati dalle tre principali sigle sindacali confederali (CGIL-FILCAMS, CISL-FISASCAT, UIL-TUCS), che hanno richiesto un aumento di 360 euro, a fronte di un’offerta aziendale di 180 euro.

Questa strategia appare in linea con l’accordo firmato lo scorso 17 giugno 2025 tra Federfarma e UGL Terziario, che stabilisce la condivisione del vigente CCNL. Nonostante l’UGL Terziario rappresenti una percentuale minima tra i farmacisti dipendenti, l’intera operazione viene vista come un chiaro deterrente per evitare di siglare un rinnovo del CCNL equo e dignitoso con i sindacati maggiormente rappresentativi.

La condanna del Presidente della Repubblica

La manovra del ribasso contrattuale è stata recentemente condannata anche dalle massime cariche istituzionali. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso 17 ottobre, ha definito questo sistema come un meccanismo che ha “l’effetto di ridurre i diritti e le tutele dei lavoratori, di abbassare i livelli salariali, di provocare concorrenza sleale fra le imprese”.

A queste parole ha fatto eco il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, plaudendo a Mattarella e sottolineando che “senza salari dignitosi e contratti rappresentativi non c’è crescita, né coesione sociale.”

Disparità tra l’esaltazione e i diritti

Federfarma giustifica la sua posizione appellandosi alla precarietà economica di alcune farmacie, un’argomentazione che, secondo il MNLF, non trova riscontro nell’obiettività dei dati. Il Movimento ricorda che, dopo 15 anni, l’offerta attuale di 180 euro non copre nemmeno il 50% della perdita del potere d’acquisto subita dai lavoratori.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti definisce provocatoria la posizione di Federfarma: “Esaltati come professionisti quando faceva comodo ed insultati quando si tratta di riconoscere i loro diritti e la loro dignità. È arrivato il momento di dire basta alla superbia e alla mistificazione della realtà.” Il MNLF conferma il proprio sostegno alla lotta dei sindacati confederali per un rinnovo contrattuale che riconosca finalmente il lavoro svolto, specialmente durante il periodo della pandemia.