Nell’estate del 2028, dal 14 al 30 luglio, gli Stati Uniti d’America ospiteranno la XXXIV edizione dei Giochi Olimpici moderni a Los Angeles, in California.
Questo evento, erede della tradizione quadrennale che per 1169 anni (dal 776 a.C. al 393 d.C.) ebbe luogo a Olimpia, nel Peloponneso greco, riapre un dibattito su una storica consuetudine che lega l’antica Magna Grecia e, in particolare, la Calabria al mondo olimpico: il dono agli atleti del vino “Krimisa”, antenato dell’attuale Cirò DOC.
La storia: dal lottatore Milone all’Enotria
La storia narra che in un lungo periodo delle Olimpiadi antiche, il vino “Krimisa” veniva offerto agli atleti vincitori come complemento del premio. Tale pratica era particolarmente in auge ai tempi del celebre lottatore crotonese Milone, tra il sesto e il quinto secolo avanti Cristo. La Calabria stessa, prima di prendere il nome da re Italo, era anticamente conosciuta come “Enotria”, ovvero “terra del vino”, un appellativo che risale a circa 3500 anni fa e testimonia la profonda vocazione vitivinicola della regione.
Il mare Ionio, che bagna le coste calabresi (un tempo cuore della Magna Grecia) e quelle del Peloponneso greco, distanti appena 350 km in linea d’aria, funge da ponte geografico e storico tra le due culle della civiltà occidentale e della tradizione olimpica.
La tradizione rinnovata: da Città del Messico ad Atene
Questa storica tradizione è stata riscoperta e rinnovata in diverse edizioni moderne dei Giochi. Il vino Cirò è stato donato agli atleti vincitori durante le Olimpiadi di Città del Messico nel 1968 e, pare, anche in quelle di Atlanta nel 1996. La conferma più recente e significativa si è avuta alle Olimpiadi di Atene del 2004, quando agli atleti saliti sul podio fu consegnata una bottiglia di Krimisa Cirò DOC Superiore.
L’appello per Los Angeles 2028
Raccogliendo lo spirito di una sollecitazione già lanciata nel 1996 per i Giochi di Atlanta, Domenico Lanciano, fondatore e responsabile dell’Università delle Generazioni di Badolato (Catanzaro), auspica che si dia continuità a questa tradizione in modo sistematico.
L’appello è rivolto alle Autorità italiane, locali e nazionali, in particolare al Ministro del Made in Italy, affinché si attivino presso il CIO (Comitato Olimpico Internazionale). L’obiettivo è ripristinare in via definitiva la storica consuetudine del vino Krimisa-Cirò come parte integrante del premio per gli atleti olimpici, specialmente per i vincitori, con la consegna auspicata direttamente sul podio.
Un tale gesto non solo onorerebbe un legame millenario tra la Calabria e l’ideale olimpico, ma offrirebbe anche una straordinaria vetrina internazionale al celebre vino e alla storia della regione, promuovendo il “Made in Italy” e la sua ricchezza culturale in un contesto di risonanza globale come quello dei Giochi di Los Angeles 2028.



