Un legame che attraversa il tempo e lo spazio, nato tra le aule scolastiche del Veneto negli anni Settanta e rimasto intatto nella memoria. Maria Luciana Porrone, insegnante molisana in pensione originaria di Poggio Sannita, in provincia di Isernia, conserva il ricordo di un’amicizia speciale che l’ha unita profondamente alla Calabria, una terra a cui è ancora oggi legata da un profondo affetto.
Un incontro a Oderzo e il calore del Sud
Tra il 1975 e il 1977, come molti docenti meridionali dell’epoca, Porrone si trovò a iniziare la propria carriera scolastica nel Nord Italia. Insegnava a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, ma risiedeva a Oderzo. Fu proprio in quel periodo di lontananza da casa che strinse un forte legame di solidarietà con una collega originaria di Soverato, in provincia di Catanzaro, la quale insegnava alle scuole medie di Oderzo.
Le due giovani insegnanti condivisero due anni di intensa amicizia, supportandosi a vicenda e condividendo i sapori e i ricordi delle rispettive terre d’origine. La collega calabrese era figlia di un ferroviere che si recava spesso a trovarla, portando con sé i prodotti tipici della Calabria, che diventavano occasione di festa anche per l’amica molisana. L’amicizia fu così solida che Porrone fu invitata a trascorrere una vacanza estiva proprio a Soverato. Successivamente, il rientro nei rispettivi paesi d’origine e gli impegni familiari portarono a una progressiva perdita dei contatti.
La poesia “Amore calabro” e l’appello per ritrovarsi
A distanza di oltre cinquant’anni, la memoria di quell’incontro è rimasta vivida, tanto da ispirare una poesia scritta da Porrone nell’aprile scorso, intitolata “Amore calabro”. Nei suoi versi, l’autrice descrive la nascita di questo sentimento per la Calabria, trasmesso dal racconto entusiasta della collega e consolidato dalle successive visite personali:
“Un amore che in me è nato grazie ad una collega di Soverato, conosciuta quasi per scherzo quando anch’io mi trovavo a Oderzo. Della sua Calabria mi parlava tanto e mi trasmetteva quel suo incanto. Appena si presentò l’occasione, andai a visitarla, aveva ragione! Parlo di cinquant’un anni fa. E’ una vita! Ma l’amore è quello là. Allorché il destino ci separò, ognuna nel proprio nido ritornò. Non ci siamo mai più riviste, ma nel mio cuore, di lei tutto è rimasto. E, grazie a lei, io mi sento legata a codesta Calabria tanto amata. Poi, qualche viaggio d’occasione ha incrementata la mia passione: ho potuto ancora meglio ammirare le sue belle coste lambite dal mare.”
L’Università delle Generazioni ha deciso di diffondere questo componimento, promuovendo al contempo una ricerca per rintracciare l’ex insegnante di Soverato, figlia di un ferroviere in servizio negli anni Settanta. Chiunque sia in possesso di informazioni utili può segnalarle all’indirizzo email mimmolanciano@gmail.com.
Il legame della famiglia Porrone-Mancini con la regione è d’altronde profondo: Maria Luciana Porrone e il marito Guido Giovanni Mancini, entrambi poeti, hanno recentemente ricevuto l’Attestato di calabresi onorari dall’Associazione Amici della Calabria di Isernia, come riconoscimento per il loro costante affetto verso il territorio calabrese.
La proposta per una collana editoriale dedicata ai testi sulla Calabria
L’iniziativa si inserisce in una proposta più ampia promossa dall’Università delle Generazioni, che auspica un impegno da parte delle istituzioni regionali e locali per la raccolta e la pubblicazione di scritti, poesie e saggi dedicati alla Calabria da parte di autori non residenti o stranieri.
Tra questi si annoverano i lavori dell’antropologa tedesca Godula Kosack, le tre liriche dedicate a Soverato dal giovane imolese Matteo Sabbatani nel 2013, e i contributi di autori locali come la poesia “Soverato! Soverato!” di Gaetano Drosi, base per l’inno cittadino musicato da Pietro Cilurzo e interpretato dal figlio Giuseppe. Secondo i promotori, la valorizzazione di questa produzione letteraria potrebbe rappresentare un importante veicolo di promozione culturale e turistica per l’intera regione.



