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Inferno di fuoco a Praia a Mare: le fiamme minacciano le abitazioni

È un’immagine che fa gelare il sangue quella che arriva da Praia a Mare, sull’Alto Tirreno Cosentino. Una foto, scattata al calar della sera e postata sui social dall’associazione ambientalista Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino, cattura la drammaticità di un incendio che dal tardo pomeriggio di oggi sta divorando Monte Vingiolo.

L’immagine è impressionante: in un cielo che sfuma dall’arancione del tramonto al blu scuro della notte, una catena orizzontale di fiamme vive e un denso fumo rosso si stagliano sul costone della montagna. Il fuoco avanza inesorabile lungo il pendio ripido, una linea di distruzione ben definita. Sotto questa barriera infernale, a una distanza che appare spaventosamente ridotta, si stagliano gli edifici della cittadina. I condomini residenziali in primo piano, con le loro finestre illuminate, sembrano piccolissimi e indifesi rispetto alla maestosità terrificante del fuoco che pende sopra di loro. La fotografia comunica un’immediata sensazione di minaccia e pericolo imminente per le abitazioni sottostanti.

Le fiamme hanno già incenerito estese aree di macchia mediterranea e la vegetazione spontanea del costone, e l’espansione del fronte di fuoco non sembra arrestarsi, avvicinandosi pericolosamente alle zone residenziali e alle infrastrutture, come la struttura a ponte visibile in alto sulla montagna.

A corredo dell’immagine, la sezione locale di Italia Nostra ha lanciato un disperato e durissimo grido di allarme, denunciando la perdita inestimabile e l’apparente inefficacia dei primi soccorsi. L’associazione punta il dito contro la gestione dell’emergenza: “Un patrimonio ambientale distrutto. Se non interverranno i Canadair, brucerà tutto. È bastata una leggera brezza per fare innescare il fuoco puntuale ai piedi della montagna,” scrivono in un post intriso di frustrazione e senso di impotenza.

“Peccato,” prosegue la denuncia, “erano ricresciuti tanti pini. Tutti distrutti. Manifestazione di impotenza.” L’accusa si fa ancora più grave riguardo alla tempestività degli interventi: “È grave che si sia lasciata bruciare una montagna che ha alla sua base il santuario della Madonna della Grotta, interessato dalle fiamme senza che si sia fatto nulla di efficace per bloccare l’incendio quando è stato denunciato al suo insorgere.” Il post conclude con una domanda cruciale sui mezzi aerei: “Si sono utilizzati i Canadair per incendi di minore dimensione, dov’erano questa volta? Noi non li abbiamo visti.

Mentre la situazione rimane critica e l’incendio continua la sua corsa distruttiva, l’immagine diffusa dall’associazione ambientalista resta una testimonianza shock della fragilità del territorio e del pericolo vissuto dalla comunità di Praia a Mare.