Uno studio del Consumers’ Forum, presentato a Rimini in occasione della XXIX edizione di Ecomondo, mette in luce un paradosso nel consumo idrico italiano: mentre si registra una riduzione nell’utilizzo complessivo di acqua potabile dai rubinetti, l’acquisto di acqua minerale in bottiglia è in forte aumento.
A complicare il quadro, la persistente e grave questione delle perdite idriche dovute all’inadeguatezza della rete di distribuzione nazionale.
Meno acqua dal rubinetto, più minerale
Il consumo pro capite di acqua potabile da rubinetto è calato significativamente nell’ultimo decennio. Si è passati da una media di 241 litri al giorno per abitante nel 2012, a circa 215 litri nel 2024, con una riduzione del 10,8%.
Parallelamente, la scelta dei consumatori si è spostata drasticamente verso l’acqua minerale in bottiglia. Nello stesso periodo, il consumo di acqua minerale è cresciuto del 35,2%:
- 2012: 11.370 milioni di litri (circa 190 litri pro capite all’anno).
- 2024: 15.150 milioni di litri (257 litri pro capite all’anno).
Questa tendenza ha un impatto notevole sul bilancio delle famiglie. Il costo medio di un litro di acqua minerale in bottiglia, che è salito del 40% in dieci anni, si attesta a 0,26 euro. Questo prezzo è il 10.056% in più rispetto al costo medio di un litro di acqua potabile dal rubinetto, pari a 0,00256 euro.
La piaga degli sprechi sulla rete nazionale
Il report del Consumers’ Forum sottolinea come l’aumento dei consumi di acqua in bottiglia avvenga in un contesto di gravi criticità nel sistema di approvvigionamento idrico nazionale. Nonostante gli investimenti dei gestori delle reti siano passati da 51 euro per abitante a 80 euro nel 2024 (un complessivo di 8 miliardi di euro), la rete di distribuzione rimane vecchia e inadeguata.
Le perdite idriche imputabili alle dispersioni della rete ammontano ancora al 42% dell’acqua distribuita, una quantità enorme di risorsa sprecata prima che raggiunga le case.
Consumi domestici e sostenibilità
Oltre alle perdite strutturali, lo studio evidenzia l’impatto degli sprechi anche all’interno delle mura domestiche. Si stima che un appartamento possa sprecare fino a 20.000 litri di acqua all’anno se l’utilizzo non è accorto.
Alcuni esempi di spreco domestico calcolati dal report includono:
- Un rubinetto che gocciola può far perdere fino a 5 litri di acqua al giorno.
- L’utilizzo della vasca da bagno comporta un consumo fino a 160 litri di acqua, un dato in netto contrasto con i circa 40 litri richiesti per una doccia.
- Lasciare scorrere l’acqua durante operazioni come lavarsi i denti, le mani o farsi la barba può generare sprechi per decine di litri.



