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Telecontact, Tridico: «Vertenza grottesca, appoggeremo lo sciopero proclamato per il 17 novembre»

La vertenza Telecontact assume tinte grottesche dopo l’ennesimo fallimento del confronto tra i sindacati e TIM. L’incontro era finalizzato a scongiurare il previsto trasferimento di 1.591 dipendenti a una nuova società, ma non ha prodotto alcun esito positivo.

L’operazione di espulsione di questo personale dal perimetro aziendale, destinato a confluire in una Newco in cui TIM manterrà solo quote di minoranza, solleva forti preoccupazioni tra i lavoratori per l’assenza di garanzie concrete sul futuro.

Trasferimento e allarme per il futuro occupazionale

I 1.591 lavoratori coinvolti sono distribuiti su diverse sedi, con le cifre più consistenti che riguardano Catanzaro (432 dipendenti) e Napoli (302 dipendenti). Secondo le sigle confederali, l’operazione non ha alcun senso industriale e si configura come un mero “maquillage industriale”. Il timore è che, una volta esauriti i periodi di garanzia previsti dalla normativa, questa mossa apra la strada a nuovi tagli di personale ed esuberi.

La preoccupazione principale è che la nuova entità, denominata DNA, che assorbirà i 1.591 dipendenti, diventi uno strumento per la gestione di tagli e ridimensionamenti. DNA sarà controllata dal Gruppo Distribuzione, un’azienda di primo piano nel settore del customer care, che conta già oltre 3.000 dipendenti tra Italia ed Europa dell’Est. I sindacati ritengono che la manovra non offra alcuna prospettiva industriale solida per i lavoratori.

Sciopero e mobilitazione

Di fronte a questa contrarietà e all’assenza di garanzie, è stata manifestata piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori di Telecontact. Per protestare contro la decisione di TIM, è stato proclamato uno sciopero per il 17 novembre, preceduto da una misura di mobilitazione il giorno precedente.

I lavoratori si asterranno dal lavoro per due ore a fine turno il 16 novembre, come segnale di forte dissenso contro un progetto aziendale ritenuto privo di prospettive a lungo termine e fortemente rischioso per l’occupazione.