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Celebre: «La Calabria svetta nelle gare del Pnrr, ma il 38% dei cantieri non parte»

Una recente analisi della Banca d’Italia evidenzia un doppio volto per la Calabria nell’attuazione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Se da un lato la regione si posiziona ai vertici nazionali per capacità di aggiudicazione delle gare, con un impressionante 90% del valore bandito (superiore alla media del Mezzogiorno, 83%, e a quella nazionale, 84%), dall’altro emergono criticità profonde e strutturali nella cruciale fase esecutiva.

La virtù della programmazione: aggiudicazioni al 90%

Il dato sul 90% di aggiudicazione è un risultato incoraggiante che attesta l’impegno e la dinamicità delle stazioni appaltanti regionali. In particolare, le Amministrazioni centrali e le Province hanno raggiunto punte del 92%, dimostrando efficacia e rapidità nella fase di programmazione e assegnazione dei fondi. Questo posiziona la Calabria come leader in Italia per la capacità di intercettare e assegnare le risorse europee messe a bando.

I nodi strutturali: i ritardi nell’esecuzione

Nonostante l’eccellenza nell’aggiudicazione, la fase realizzativa dei progetti PNRR in Calabria desta forte preoccupazione. La Fillea CGIL Calabria lancia un grido di allarme, sottolineando che, sebbene un terzo dei cantieri risulti concluso, quasi la metà è in ritardo rispetto ai tempi previsti e ben il 38% non è ancora stato avviato.

Questi rallentamenti non riguardano solo interventi medio-piccoli, ma anche opere strategiche fondamentali per lo sviluppo del territorio, tra cui i progetti di digitalizzazione e il potenziamento della rete ferroviaria, specialmente lungo la dorsale ionica.

I dati CNCE Edilconnect, rilevati dalle Casse Edili, confermano il gap: tra novembre 2021 e luglio 2025, sono stati avviati lavori per il 62% delle gare aggiudicate. Seppur in linea con il resto del Paese, questo valore conferma quanto lavoro resti da fare per tradurre le assegnazioni in cantieri attivi e completati.

L’allarme di Fillea CGIL: Rischio di perdita dei fondi

La Fillea CGIL Calabria evidenzia che la fase esecutiva è decisiva per rispettare le stringenti scadenze del PNRR, con il termine ultimo fissato al 31 agosto 2026. Ogni ritardo comporta il rischio concreto di compromettere irrimediabilmente l’accesso ai fondi europei e l’utilizzo pieno delle risorse.

La Calabria, pur essendo dinamica nella programmazione, si dimostra ancora fragile nella capacità realizzativa. Le cause sono da ricondurre a ostacoli burocratici e limiti nella progettazione esecutiva e nel coordinamento tra gli enti coinvolti.

La richiesta al presidente Occhiuto: un piano straordinario

A fronte di questa situazione, la Fillea CGIL Calabria chiede un intervento straordinario e immediato al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per contrastare i gravi ritardi. Le richieste specifiche sono:

  • Rafforzamento delle strutture tecniche delle stazioni appaltanti.

  • Sblocco senza indugi delle progettazioni esecutive.

  • Istituzione di una task force regionale permanente per il monitoraggio e il supporto ai territori.

La posta in gioco è troppo alta. È ritenuto inaccettabile che, a fronte di una capacità di aggiudicazione superiore alla media nazionale, quasi la metà dei cantieri sia in ritardo. Senza un piano straordinario per rafforzare la macchina pubblica e sostenere l’attuazione concreta dei progetti, si rischia di sprecare un’occasione storica, trasformandola in una profonda frustrazione collettiva.

La Calabria non può permettersi di perdere questa opportunità. La responsabilità è politica e istituzionale, e l’azione non può più attendere.