Una delegazione di turisti tedeschi, lettori del quotidiano Die Tageszeitung (Taz), ha visitato per la seconda volta Lamezia Terme, accogliendo l’invito della Fondazione Trame ETS presso il Chiostro di San Domenico.
Questo viaggio in Calabria mira a esplorare la regione al di là dei luoghi comuni e delle narrazioni stereotipate spesso diffuse all’estero.
Un dialogo intenso sul cambiamento sociale
A guidare il gruppo, composto da lettori del quotidiano tedesco di Berlino fondato nel 1978 e gestito dai suoi giornalisti e dipendenti, è stata la giornalista Marina Collaci, nota per il suo sguardo attento e critico nell’analisi dell’Italia per il pubblico tedesco.
L’incontro si è concentrato sulla storia recente di Lamezia Terme e sull’impatto del lavoro svolto dalla Fondazione Trame. Ne è scaturito un dialogo profondo che ha ripercorso l’evoluzione del clima sociale cittadino negli ultimi trent’anni: dai difficili anni segnati da intimidazioni, paure e silenzi, fino al graduale cambiamento innescato dalla scelta di reagire da parte di cittadini, imprenditori e associazioni.
Il coraggio civile e la nascita della Fondazione Trame
Raccontare ai visitatori la genesi dell’Associazione Antiracket Lametina ha significato rievocare una stagione di vero coraggio civile, fatta di scelte collettive e di un impegno quotidiano che ha aperto la strada a nuove forme di partecipazione e consapevolezza.
Da questo percorso di riscatto e resistenza è maturata, nel tempo, l’idea della Fondazione Trame. Oggi, l’ente porta avanti progetti culturali, educativi e sociali con l’obiettivo primario di rafforzare la comunità e promuovere una visione autentica della Calabria fondata sui valori di diritti, cultura e responsabilità.
Dopo il dibattito al Chiostro, l’esperienza è continuata con una passeggiata sul corso principale della città. Questa occasione informale ha permesso ai turisti di osservare gli spazi quotidiani dei lametini, respirando l’atmosfera di una assolata domenica di novembre e continuando il dialogo.
L’incontro ha rappresentato un significativo passo avanti verso una narrazione diversa, più giusta e autentica che la Calabria merita, e che viene pienamente apprezzata da chi la osserva senza i filtri del pregiudizio.



