Un blackout globale ha messo in ginocchio una fetta cruciale di Internet, rendendo inaccessibili migliaia di siti e applicazioni per oltre un’ora.
La causa è stata identificata in un malfunzionamento presso Cloudflare, una delle piattaforme fondamentali che gestisce una parte consistente del traffico web mondiale.
Giganti del web colpiti dal “tilt”
Il disservizio, iniziato intorno alle 12:00 italiane, ha rapidamente raggiunto un livello di criticità elevato. Tra le piattaforme e i servizi paralizzati figurano giganti del web come X (ex Twitter), Canva, ChatGPT, Spotify, e servizi vitali per l’economia digitale come PayPal e Uber Eats. L’estensione del problema è stata tale da colpire anche Downdetector, il portale utilizzato per segnalare i guasti.
Gli sviluppatori di Cloudflare hanno identificato la causa in un problema tecnico specifico e hanno immediatamente avviato un’operazione di fixing per ripristinare la piena funzionalità.
L’ombra della manutenzione e i precedenti
La crisi è degenerata circa 48 minuti dopo le prime segnalazioni, quando anche il portale di supporto di Cloudflare ha iniziato a manifestare malfunzionamenti.
Gli esperti hanno osservato che il tilt globale si è verificato in concomitanza con una manutenzione programmata nel data center SCL (Santiago). Questo incidente non è un evento isolato per la società americana: solo a giugno dello stesso anno, un guasto tecnico aveva già causato disagi, mandando offline piattaforme molto utilizzate come Twitch, Etsy e Discord.
Cloudflare: il potere invisibile e la fragilità della rete
La portata del down è dovuta al ruolo centrale e spesso invisibile di Cloudflare nell’infrastruttura di Internet. La piattaforma non è un semplice provider, ma un elemento fondamentale per la sicurezza e il buon funzionamento di siti in tutto il mondo.
Cloudflare offre servizi cruciali come:
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Content Delivery Network (CDN): Essenziale per distribuire i contenuti e velocizzare il caricamento delle pagine web, gestendo il traffico in modo efficiente.
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Sicurezza Internet: Fornisce protezione da attacchi informatici come i DDoS (Distributed Denial of Service).
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Servizi DNS: Fondamentali per la risoluzione dei nomi a dominio.
Si stima che Cloudflare “serva in media 78 milioni di richieste Http al secondo“. Questa cifra impressionante evidenzia come l’affidamento di servizi così critici a un numero ristretto di colossi tecnologici rappresenti un punto di estrema fragilità per l’intera rete globale, sottolineando il rischio di single point of failure con impatti a cascata su scala planetaria.



