Il Capodanno Rai-TV 2026 sarà trasmesso da Catanzaro, come annunciato dal vice presidente della Regione Calabria, Dott. Filippo Mancuso, durante un’intervista al TGR Rai di Cosenza del 15 novembre 2025.
L’evento è visto come una cruciale opportunità per la Calabria di mettere in luce le sue bellezze e le sue peculiarità territoriali, inclusa la presenza del mare, un fatto spesso sconosciuto a molti italiani.
Le radici profonde del nome Italia
A fargli eco è Domenico Lanciano, promotore dell’associazione culturale informale “Calabria Prima Italia” (fondata nel 1982), che approfitta dell’occasione per rilanciare la diffusione di un fatto storico: il nome Italia sarebbe nato in Calabria circa 3.500 anni fa per opera di Re Italo.
Questa tesi è supportata da antichi scrittori, tra cui il filosofo Aristotele nella sua opera “Politica VII,9,2”, come evidenziato anche sul sito ufficiale del Comune di Catanzaro. Lanciano sottolinea con rammarico come circa il 95% degli italiani (calabresi inclusi) ignori che il nome Italia abbia avuto origine nel XV secolo a.C. in questa regione.
-
Re Italo è noto, secondo la tradizione, non solo per aver dato il nome alla penisola ma anche per aver introdotto la prima forma di democrazia etica con i “sissizi” (pasti comuni) e leggi talmente efficaci che, sempre secondo Aristotele (384-322 a.C.), erano ancora in uso a distanza di oltre mille anni dalla loro promulgazione.
-
Questa rilevanza storica per la civiltà occidentale è stata riconosciuta anche dalla docente americana Gertrude Slaughter nel suo libro del 1939, “Calabria la prima Italia”, pubblicato dall’Università del Wisconsin e ora disponibile in italiano.
Proposte e iniziative di riconoscimento
L’associazione “Calabria Prima Italia 1982” e Domenico Lanciano ritengono che tali meriti storici debbano essere onorati, proponendo l’erezione di una statua a Re Italo in un luogo altamente simbolico, come la Cittadella Regionale, l’aeroporto di Lamezia o un altro sito di grande rappresentanza.
Viene evidenziato inoltre il ruolo fondamentale che dovrebbero avere la Scuola e le altre istituzioni educative nel diffondere la storia della Calabria fin dalle sue origini. Questo, secondo Lanciano, è una condizione essenziale per infondere un sano orgoglio delle proprie radici da trasmettere anche ai calabresi e italiani residenti all’estero.
La “Festa del Nome Italia” e il ruolo di Catanzaro
L’associazione, in collaborazione con la Pro Loco “Terra dei Feaci” di Tiriolo, sta già preparando la quarta edizione della “Festa del Nome Italia”, che si terrà nel solstizio d’estate, sabato 20 e domenica 21 giugno 2026. Si auspica che Tiriolo, descritta come l’amena “Città dei due mari” (situata sull’Istmo di Catanzaro), possa diventare il centro permanente di questo evento, utile alla conoscenza della “Prima Italia”.
Il periodo della “Prima Italia” è inteso come la fase fondativa della Nazione e dello Stato unitario che, prima dell’avvento della dominazione romana, produsse l’irrinunciabile civiltà della Magna Grecia, ritenuta cruciale per il progresso culturale e scientifico del mondo intero.
Con l’avvicinarsi dell’evento Rai, Lanciano e l’associazione sollecitano una decisa e garbata rivendicazione del ruolo essenziale che la Calabria e in particolare Catanzaro (con il suo Istmo) hanno avuto nel progresso dell’Umanità, da veicolare proprio durante la trasmissione di Capodanno. A tal fine, sono già state inviate lettere di pre-invito a tutte le figure istituzionali calabresi, dai Deputati ai Senatori, dalla Giunta ai neo-Consiglieri regionali, e a tutti i cittadini, invitati a farsi promotori della consapevolezza che il nome della Nazione, esteso dai Romani (i quali avrebbero potuto chiamarla “Romania” o “Lazio”), trae origine dalla Calabria.



