Le condizioni igienico-sanitarie nei nosocomi e negli uffici dei distretti sanitari della provincia di Cosenza sono a rischio a causa della grave situazione che coinvolge la ditta appaltatrice, Il Faro/Csf, e i suoi dipendenti.
A denunciarlo in una nota congiunta sono Andrea Ferrone, Segretario Generale Filcams CGIL, Roberto Tenuta, Segretario Generale Fisascat CISL, e Luciano Campilongo, Segretario UIL.
Mancato pagamento degli stipendi e problemi di salubrità
La ditta Il Faro/Csf non ha ancora provveduto al pagamento della mensilità ai lavoratori, ai quali, peraltro, vengono sottratte mensilmente le rate relative a quinti, finanziamenti e altre trattenute che, secondo le sigle sindacali, non vengono puntualmente versate agli istituti di credito. Questa situazione sta aggravando il malessere del personale, in gran parte composto da lavoratori part time e monoreddito, con poche centinaia di euro mensili per sostenere intere famiglie.
Oltre al mancato versamento degli stipendi, si registra anche il ritardo nella fornitura di prodotti e strumentazioni essenziali per le pulizie, un elemento che fa temere un rapido peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie all’interno delle strutture ospedaliere, con grave rischio per la salubrità degli ambienti.
Sciopero e richiesta di intervento alla Prefettura
Di fronte a questa situazione ritenuta “non più rinviabile”, le Organizzazioni sindacali di categoria CGIL, CISL e UIL hanno proclamato una prima giornata di sciopero per lunedì 1 dicembre 2025. La mobilitazione si svolgerà con ogni probabilità davanti alla sede dell’ASP Bruzia, in via degli Alimena.
L’obiettivo è quello di sollecitare la dirigenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale a intervenire per risolvere l’incresciosa situazione. Le sigle sindacali ricordano che anche la Prefettura di Cosenza ha sollecitato un intervento e che nei mesi scorsi è stato richiesto un tavolo proprio a Sua Eccellenza il Prefetto per individuare soluzioni al problema.
I sindacati non escludono, inoltre, l’avvio a breve di un sit-in di protesta al di fuori dell’orario di lavoro, in attesa dello sciopero. I segretari concludono ribadendo la necessità di una soluzione definitiva che rispetti la dignità dei lavoratori e non pregiudichi la salubrità degli ambienti ospedalieri, auspicando un rapido segnale dalle istituzioni competenti.



