Si è conclusa in Calabria la settimana delle Brigate del Lavoro promosse dalla Flai Cgil, un’iniziativa che ha coniugato attività di sindacato di strada, incontri, scambi culturali e intense discussioni, focalizzate sulla tutela dei diritti e sul contrasto allo sfruttamento e al caporalato nel settore agricolo.
L’impegno nella piana di Gioia Tauro: “Casa dei popoli”
Per diversi giorni, il sindacato ha incontrato i lavoratori di origine straniera nella Piana di Gioia Tauro per discutere di tutele e diritti. Un momento significativo è stata l’inaugurazione del container “Casa dei Popoli” all’interno della tendopoli di San Ferdinando. Il container, donato tramite protocollo dal Comune, mira a portare la tutela sindacale direttamente a contatto con i braccianti.
Riace e il modello di accoglienza
La Flai Cgil ha anche fatto tappa a Riace, dove ha incontrato l’europarlamentare Mimmo Lucano. L’incontro ha permesso di approfondire i temi legati al noto modello di accoglienza da lui ideato, che si sta tentando di rilanciare. Esempi virtuosi di accoglienza e integrazione, come il borgo sociale di Taurianova, Riace, Camini e il progetto Dambé So, sono stati evidenziati come anelli forti in contrapposizione alle criticità.
Convegno di chiusura: emergenze e prospettive
A suggellare la chiusura delle Brigate, si è tenuto a San Ferdinando il convegno “Quale modello di accoglienza per le lavoratrici e i lavoratori in agricoltura?”, promosso dalla Flai Cgil Nazionale e dalla Flai Cgil Calabria. La discussione ha posto l’attenzione sulle situazioni di emergenza di tendopoli e ghetti, analizzando al contempo le prospettive future e i modelli positivi.
La Segretaria Generale Flai Cgil Calabria, Caterina Vaiti, ha denunciato le condizioni di vita drammatiche e disumane nella tendopoli di San Ferdinando, chiedendo interventi urgenti su rifiuti, illuminazione ed erogazione dell’acqua. Vaiti ha anche sottolineato che la questione alloggi e il trasporto dei lavoratori, che spesso avviene in bici esponendoli a gravi pericoli, rappresentano due delle principali debolezze nelle aree con alta concentrazione di stagionali stranieri.
La Segretaria Nazionale Flai Cgil, Silvia Guaraldi, ha ribadito che quello agricolo è il settore con lo sfruttamento più feroce e che il problema dei ghetti è una questione non solo calabrese, ma nazionale.
I fondi Pnrr e i progetti di superamento
Ampio spazio è stato dedicato alla questione dei fondi Pnrr destinati al superamento dei ghetti e delle tendopoli. I 200 milioni di euro iniziali sono stati ridotti al 13 per cento dal governo, e sebbene undici progetti siano stati salvati, l’avvicinarsi della scadenza per l’utilizzo dei finanziamenti ne mette a rischio la tenuta. Guaraldi ha definito i fondi Pnrr perduti come un’opportunità di cambiamento che potrebbe non presentarsi più.
Il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, ha spiegato che il suo comune è tra i pochi ad aver mantenuto i finanziamenti Pnrr per la realizzazione di un polo sociale con cohousing in località Boscarello, che includerà uno sportello comunale e un centro per l’impiego.
Il comune di San Ferdinando, invece, rientra nei fondi Caivano Bis. Il sindaco Gianluca Gaetano ha annunciato la prossima realizzazione di una fattoria solidale volta a creare condizioni di vita dignitose, auto impiego e formazione.
Giuseppe Alfarano, sindaco di Camini, ha illustrato come l’entrata a regime del sistema di accoglienza abbia portato a una forte crescita demografica nel borgo (150 bambini in pochi anni) e alla tenuta dei servizi.
Testimonianze e volontà politica
Il Segretario Generale della Cgil Area Metropolitana, Gregorio Pititto, ha criticato il trattamento riservato al Mezzogiorno nella manovra di bilancio, invitando allo sciopero generale del 12 dicembre a Crotone.
La discussione è stata arricchita dalle testimonianze. L’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito ha evidenziato la difficoltà di gestire un’azienda etica in un contesto segnato dalla fragilità dei trasporti e dal tabù nell’affittare casa agli stranieri. Il giovane Bubakar ha raccontato le estreme difficoltà del lavoro nei campi e l’impatto della lungaggine burocratica sui documenti dei lavoratori stranieri. Asib, residente a Camini, ha sollecitato la classe politica calabrese a intervenire per contrastare l’esodo giovanile.
Ibrahim Diabatè, responsabile del progetto Dabé So, ha lamentato la mancanza di volontà politica per creare una reale integrazione, sollevando un interrogativo sulla possibilità di definire l’Italia un Paese civile date le gravissime condizioni di vita e di lavoro imposte ai lavoratori stranieri. L’iniziativa è stata moderata dalla giornalista Tiziana Bagnato.



