A seguito del tragico incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi, in cui hanno perso la vita due giovani ventenni di Cassano All’Ionio, Chiara e Antonio, Monsignor Francesco Savino ha diramato una nota di profondo cordoglio e speranza per la comunità.
Il messaggio del Vescovo si è concentrato sulla dimensione del dolore, ma anche sulla promessa di un amore e di una vita che non conoscono fine.
Il silenzio che pesa come una pietra
La nota si è aperta con l’espressione di un lutto che “pesa come una pietra,” ricordando che Chiara e Antonio non erano solamente nomi, ma “vita che sbocciava, sogno in cammino, luce promessa.” Il Vescovo ha descritto l’assenza dei due ragazzi come una notte, ma ha subito voluto sottolineare la presenza di una “brace che non si lascia spegnere,” capace di donare ristoro anche “nel gelo del dolore.”
Il chicco di grano e la promessa di rinascita
Al centro del messaggio si è posizionata la speranza teologica. Mons. Savino ha evidenziato come Antonio e Chiara rappresentino il “Vangelo del chicco di grano che quando cade in terra e muore, non scompare: porta frutto.” Il Vescovo ha inoltre legittimato il pianto come una necessità, ricordando le lacrime versate da Gesù davanti alla tomba dell’amico Lazzaro, definite come “l’altra faccia dell’amore.”
Il saluto rivolto ai giovani non è un “addio,” ma un “a presto,” fondato sulla fede che “Dio non divide, ricompone.” Il loro amore, nato sulla terra, viene visto come un sentimento che “ora abita il cuore stesso del Cielo, dove ogni ferita diventa luce e ogni mancanza promessa, possibilità.”
L’esortazione all’amore e la preghiera per i feriti
La parte finale della nota è stata rivolta a coloro che sono rimasti, in particolare a chi è ferito “nel corpo e nell’anima.” L’esortazione è stata quella di non lasciare che “la morte pronunzi l’ultima parola,” ma di permettere all’amore di farlo, poiché “quando è vero, non conosce fine: si trasforma in eternità.”
Il testo si è concluso con una profonda preghiera. È stato chiesto che il sorriso di Chiara e Antonio, custodito in Dio, diventi una luce per la comunità e che il Signore tocchi le ferite dei giovani che lottano per la vita, trasformando la loro fragilità in forza. Un pensiero speciale è stato dedicato alle famiglie che “camminano nel buio e nel silenzio,” affinché Gesù asciughi le loro lacrime e metta nel loro cuore una “promessa più grande della morte, una promessa di incontro, di abbraccio, di casa ritrovata.” Il Vescovo ha invocato la benedizione del Dio della vita, affinché faccia del dolore “un seme di cielo nascosto nella terra della nostra storia.”



