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Bernini smentisce la presunta frode di massa a Reggio Calabria: “Nessuno ha copiato ai test di Medicina”

Il sistema di accesso alle facoltà di Medicina in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L’obiettivo primario del Governo è un significativo incremento del numero di medici formati nel Paese, un traguardo che, secondo la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è raggiungibile solo aumentando i posti disponibili per l’accesso.

Obiettivo: più medici e più posti in facoltà

Intervenuta a Mattino Cinque, la ministra Bernini ha fornito i dati che testimoniano l’impegno in questa direzione, indicando che il numero di facoltà di Medicina e Chirurgia in Italia è di 44. Inoltre, in tre anni, i posti disponibili per l’accesso sono passati da 14.000 a oltre 24.000, segnando un aumento notevole che mira a soddisfare il fabbisogno sanitario nazionale.

Bernini ha ribadito che l’incremento di posti va di pari passo con la volontà di garantire una formazione medica preparata e competente, sottolineando la serietà dei test somministrati quest’anno.

Nuovo modello di ingresso: ammissione universale e crediti formativi

La novità più significativa riguarda la modalità di ammissione, che ha visto l’abolizione della precedente “selezione esterna”. Il nuovo sistema prevede che tutti gli studenti sono ammessi il 1° settembre, aprendo immediatamente il proprio fascicolo formativo. Gli studenti hanno già sostenuto il primo appello (del 20 novembre, i cui risultati saranno comunicati a breve) e si preparano per il secondo appello, previsto per il 10 dicembre.

Questa “operazione straordinaria mai realizzata prima” permette a tutti gli aspiranti medici di iniziare il percorso di studio. Un elemento chiave del nuovo modello è la possibilità per gli studenti che non riescono a ottenere un posto in Medicina di proseguire gli studi in altre facoltà dell’area scientifica (come Scienze farmaceutiche, chimiche, biologiche o Infermieristica). In questo modo, è possibile accumulare crediti formativi utili per un eventuale riaccesso o per la prosecuzione della carriera in ambiti sanitari e scientifici correlati.

Smentita di irregolarità di massa e lotta alle fake news

Riguardo alle polemiche e ai presunti casi di irregolarità durante i test, la ministra ha voluto fare chiarezza, parlando di “fake news” in circolazione, in particolare sui social media.

Bernini ha categoricamente smentito che ci sia stato un “copiaggio in massa”, citando come esempio un post virale su Reggio Calabria, città dove, ha precisato, non è presente una facoltà di Medicina.

Sono stati, tuttavia, confermati pochi casi di irregolarità concentrati a Catania e Napoli, dove alcuni compiti sono finiti online e “poche decine di studenti su 50 mila” sono stati colti con il telefonino. La ministra ha assicurato che ogni caso verrà verificato e i compiti coinvolti saranno annullati se necessario, mantenendo l’attenzione sulla correttezza e la trasparenza del processo.

L’introduzione di un sistema che ammette tutti gli studenti all’inizio del percorso e l’incremento storico dei posti segnano un punto di svolta per la formazione medica italiana, con l’obiettivo finale di avere più medici competenti a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale.