HomeCronacaTerzo furto di arance in poche...

Terzo furto di arance in poche settimane: la cooperativa Valle del Marro sotto attacco

La cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra ha subito un nuovo e grave furto di arance, il terzo in poche settimane, su uno dei terreni confiscati che gestisce.

L’episodio si è verificato nella mattinata del 12 dicembre, in località Sovereto, nel Comune di Gioia Tauro. Questo attacco sistematico sta mettendo a dura prova l’attività della cooperativa, impegnata nella raccolta e commercializzazione delle sue produzioni agricole.

Un danno economico che sfiora l’insostenibile

Il furto più recente ha sottratto circa 100 quintali di arance. Aggiungendosi ai precedenti, il valore complessivo della merce rubata ammonta a circa 25.000 euro.

I rappresentanti della cooperativa denunciano un danno economico pesante che rischia di diventare insostenibile per la loro impresa sociale. Sul caso sono in corso le indagini del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro.

L’attacco al riscatto sociale ed economico

Domenico Fazzari, socio della cooperativa, ha sottolineato come questa serie di furti, insieme ai danneggiamenti passati, abbia l’obiettivo di scoraggiare l’iniziativa imprenditoriale proprio sui beni confiscati, per alimentare l’idea che il loro utilizzo sia destinato al fallimento. Nonostante la ferma intenzione di non arrendersi, Fazzari ammette che, con il ritmo attuale delle azioni criminali, diventa sempre più arduo risollevarsi economicamente.

“La nostra attività non è solo agricola: è una missione sociale,” commenta Antonio Napoli, un altro socio, che esprime amarezza per l’accaduto, definendo l’anno in corso un “annus horribilis” per chi lavora dignitosamente in cooperativa. Napoli rimarca che ogni frutto raccolto e venduto rappresenta un passo nella lotta culturale contro la mentalità mafiosa, a favore di un’economia sana e inclusiva.

La rete solidale come baluardo

La Valle del Marro è una realtà storica del progetto Libera Terra, che in tutto il Sud d’Italia valorizza i terreni agricoli sottratti alla mafia per trasformarli in risorse che generano valore condiviso e bene comune. Le loro produzioni, in particolare gli agrumi, sono vendute attraverso canali importanti come Unicoop Firenze e i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) del centro e nord Italia, che supportano l’imprenditoria responsabile.

I ripetuti attacchi subiti non sono solo un danno per l’economia della cooperativa, ma un vero e proprio attacco allo Stato, poiché i beni colpiti sono pubblici. L’obiettivo è minare il percorso di riscatto sociale ed economico intrapreso per sottrarre risorse alla mafia e restituirle alla collettività, seguendo l’intuizione di Pio La Torre e di Libera.

I soci ribadiscono la loro determinazione: “Ogni danno subito ci rende moralmente più forti.” Chiedono che queste aggressioni non restino impunite, che vengano adottate le misure necessarie per proteggere i beni e lanciano un appello per il massimo supporto da parte delle istituzioni, della cittadinanza e delle reti solidali. Un invito è rivolto anche ai calabresi che, pur lontani, non vogliono vedere la loro terra abbandonata. Solo la forza di questa rete unita e decisa potrà consentire alla cooperativa di proseguire serenamente il suo impegno sui beni confiscati e contribuire a costruire un futuro libero dalla mentalità mafiosa nella Piana di Gioia Tauro.